“Quando eravamo solo pietra” l’opera prima della regista Maria Stella Regè pubblicato da Virginia Edizioni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Felicia, Alexander e Peter sono i fratelli Stalinswosky. Vivono in una Parigi di fine anni settanta, trascorrendo le loro giornate in maniera spensierata, passando da una festa all’altra, dichiarando guerra al conformismo ipocrita e perbenista. Nonostante ciò, il senso di vuoto predomina sulle loro fin troppo giovani vite e ciò li spingerà a lasciare Parigi, inconsapevoli di quello che cercano, ma sicuri di quello da cui fuggono. Intraprenderanno il Viaggio, quello con la V maiuscola, che li porterà a percorrere svariati chilometri, dentro e fuori della propria anima. Mentre conosceranno le bellezze paesaggistiche dell’Europa e incontreranno nuovi amici, la loro esistenza sarà scossa da ciò che per anni è stato taciuto: chi era disilluso, intraprenderà la vita con un nuovo slancio, chi era ferito cesserà di soffrire, chi credeva di aver amato scoprirà il vero amore. Alla fine dei due viaggi, quello fisico e quello interiore, gli Stalinswosky non saranno più gli stessi di quando erano partiti.

Questa una breve sinossi dell’opera prima “Quando eravamo solo pietra” della regista Maria Stella Regè, originaria della provincia di Piacenza, che oggi alterna al suo lavoro di video maker la passione per la scrittura.

Il romanzo pubblicato dalla casa editrice di Elena Marotta (scrittrice materana di origine ed emiliana di adozione) sotto il marchio Virginia Edizioni e disponibile da oggi in tutte le librerie nonché in vendita online, conduce lo scrittore in un “viaggio nel viaggio”: il percorso per la riscoperta di sé all’interno del cammino reale affrontato dai protagonisti in giro per l’Europa. Il lettore, non rimane mero spettatore, poiché il ritmo del romanzo e le tematiche affrontate, lo spingeranno ad analizzare la propria vita. Inevitabile potersi immedesimare nella vita di uno dei fratelli oppure, a volte, addirittura in tutte e tre, affezionandosi ai protagonisti, di cui il lettore ne avvertirà la mancanza, giunto al termine della lettura.

“Sono molto felice di aver scelto il tema del viaggio per il libro, un tema che può richiamare vari significati e che si adatta perfettamente al tipo di stile e personalità dei protagonisti, oltre che all'epoca in cui è ambientata la storia. Spero che i lettori possano immedesimarsi in ogni fratello, e vivere con loro ogni emozione che proveranno durante tutto il percorso”. Queste le parole della giovane scrittrice che invita alla lettura della sua opera.

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