Quando le osterie di montagna erano tra i pilastri della civiltà del territorio

Successo alla Famiglia Piasinteina per la presentazione del libro di Dina Bergamini e Paolo Labati, allietata dai “Campagnoli” di Bettola

Moduli di vita di un tempo, o meglio la civiltà di un tempo. Questo racconta il libro “Andar per osterie” scritto da Dina Bergamini con Paolo Labati. La monografia che ricostruisce in forma antologica oltre 150 anni di costumanze delle genti dell’alta val Nure – Aveto, è stata protagonista con gli autori e il gruppo folcloristico “I Campagnoli” di Bettola, di un bel pomeriggio che, illustrato da Fausto Frontini, ha bissato il successo della presentazione dello scorso agosto a Ferriere.

Nelle osterie – ha evidenziato Dina Bergamini – il rapporto non si fermava al guadagno dei bicchieri di vino venduti, ma diventava occasione di relazioni umane con i valori del rispetto, dello scambio, dell’aiuto reciproco. Erano locali dove era facile entrare come clienti e uscire come amici, spesso anche con un piccolo omaggio, magari un uovo appena deposto dalla gallina, infilato con discrezione nella tasca della giacca del cliente ...

Nel volume sono descritte tutte (o quasi) le osterie, i bar, i ristoranti fino alle forme ricettive “moderne” in essere e cessate nei comuni di Ferriere, Farini e Bettola. Oltre duecento locali che hanno rappresentato e rappresentano un faro di luce su questo territorio di montagna: un valore sociale, prima che economico.  Si susseguono due secoli di singole osterie con precisi riferimenti a luoghi, anni, persone, ma è soprattutto un succedersi di sfumature di relazioni umane e sociali; generazioni di persone hanno trovato nelle osterie di montagna l’unico luogo d’incontro con un’accoglienza vissuta come un dono reciproco fra l’oste e il cliente. Non si tratta di essere esaltatori acritici del tempo trascorso, ma bisogna riconoscere che nel nostro passato della montagna c’era e c’è ancora molto di buono, di umano, di civile convivenza.  Sono tante - ha aggiunto Paolo Labati - le vecchie osterie di montagna, ormai quasi tutte chiuse in  conseguenza della mancanza di attenzione politica e sociale. Il fisco si é accanito contro questi locali, senza distinguere tra le loro varie ubicazioni e il numero degli abitanti da servire. La politica ha tolto alla montagna, per quattro soldi, l’unica possibile via di socialità popolare. Davanti a un bicchiere di vino, si giocava a carte, si parlava del tempo edei raccolti, masi discuteva anche di politica, econ la saggezza della cultura montanara verso un territorio, si preparavano gli accordi che in seguito sarebbero stati discussi nei consigli comunali.

Coprotagonisti del successo dell’incontro domenicale proposto dalla Famiglia Piasinteina con il patrocinio del Comune di Piacenza, rappresentato dall’assessore Tiziana Albasi, il gruppo folclorico “I Campagnoli”.Bardati con camicie colorate con appuntato lo stemma civico di Bettola, fazzoletto al collo e con il tipico cappello locale, accompagnati dalla fisarmonica, hanno proposto con briosa professionalità canti coinvolgenti della tradizione della Val Nure.

IL LIBRO

“Andar per osterie”, di Dina Bergamini e Paolo Labati, stampa Ediprima, pagine 256, oltre 400 fotografie;stampato con il sostegno di Banca di Piacenza eFondazione di Piacenza e Vigevano. Gli autori ringraziano i protagonisti del libro per il materiale fornito, per aver risposto alle interviste, per avere permesso di condividere e comunicare la loro storia. Un insieme di testimonianze che portano con orgoglio “i segni” del passato con coraggio e speranza i progetti per il futuro.

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