Lunedì, 15 Luglio 2024
Cultura

«San Francesco “faro” universale della divulgazione ed evangelizzazione del messaggio cristiano»

Società Dante Aighieri, il racconto dell’ammirazione di Dante per san Francesco ha chiuso le celebrazioni del 700° dantesco

A conclusione delle celebrazioni del 700esimo dantesco, il presidente della “Società Dante Alighieri” di Piacenza, Roberto Laurenzano, ha tenuto alla Galleria Ricci Oddi una conferenza su “San Francesco nella visione dantesca-Il Canto XI del Paradiso”, seguita da foltissimo pubblico. San Francesco è “figura” ammiratissima da Dante, considerato “faro” universale della divulgazione ed evangelizzazione del messaggio cristiano. 
La “vera povertà è nuda”, cioè priva di ogni orpello, di benessere, di ogni agio, di ricchezze materiali, è la regola di vita. La gioia sta nel vivere in umiltà e carità, cioè facendo del bene vero, senza assurgere a domini, alterigie, e condotte di “superiorità”. E tale fu la “Regola” che egli istituì per sé e per i suoi seguaci, presto numerosi. Fu il “gruppo dei “mendicanti”; cioè di coloro che vivevano evangelizzando col loro cammino nel territorio umbro e limitrofo, ed anche oltre, nutrendosi dell’ospitalità modesta da parte di chi, apprezzandoli, li accoglieva e donava loro un modestissimo pasto o pezzo di pane. La loro casa fu una umile struttura, poi denominata “Porziuncola”, tanto minima da poter nel secoli successivi essere inserita in una piccola area di navata nell’attuale Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Assisi. 
Dante ammirò ed esaltò Francesco, (1181/82-1226), religioso che nel 1223 vide ufficialmente approvata con “Bolla papale” di Onorio III la “regola” di quello che egli denominò “Ordine dei Frati Minori” (minori, nel senso di “umili”, umilissimi), e che l’anno successivo (1224) si ritrovò le stimmate sulle mani sull’anca e sui piedi. Fu immediatamente “canonizzato”, nel 1228. Ma l’ammirazione verso tal grande Santo, Dante la dimostra sia ponendo Francesco in una posizione al di sopra di tutti, nel Paradiso della “Commedia”, superato solo da San Giovanni Battista che sta nei pressi di Maria Vergine, e con un Francesco anteposto addirittura a Sant’Agostino e a San Benedetto; e sia dedicandogli un intero Canto (l’XI) del Paradiso, con l’esaltazione che di Francesco compie uno dei più grandi Dottori della Chiesa, teologo e filosofo, quale San Tommaso d’Aquino, “domenicano” (cioè esponente massimo di un “Ordine” parallelo non-francescano), condannante nel contempo i “propri” domenicani datisi ad agi e benessere. E con un simmetrico successivo Canto XII in cui il “francescano” San Bonaventura da Bagnoregio parimenti esalta San Domenico (domenicano) condannando i propri confratelli francescani che si erano “aggiustati” la “regola” a ...proprio uso e consumo. Insomma, un simmetrico e reciproco elogio “incrociato”, nel contempo condannando “i propri” non buoni osservati. Ma non si pensi che Francesco, ebbe vita facile nel corso della sua vocazione attuata. L’alta autorità ecclesiastica, almeno fino a prima del riconoscimento dell’“Ordine”, aveva addirittura tacciato di eresia quegli “spirituali” francescani che, a differenza di gruppi di confratelli meno rigidi nella conduzione di vita, erano molto rigorosi nel rispetto pieno della regola. Un atteggiamento, ostile di fatto, da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche era ovvio: privilegi, agi, ricchezze, benessere, sedi sfarzose (al di là dell’eventuale “spiritualità) caratterizzavano la vita quotidiana delle stesse; e quell’autentica povertà, umiltà e carità, poteva minarle, oltretutto in un tempo in cui, or più or meno, vagava sempre l’alone dell’aspirazione al “potere temporale”, cioè politico-economico, da parte del Papato. Ma i francescani hanno continuato la loro missione.
Seguitissima la conversazione di Laurenzano, che ha approfondito ulteriormente la dottrina francescana, concludendo con “Il Cantico delle Creature”, vero “inno” a Dio quale “creatore” del “creato”. 

Soc. Dante Alighieri appuntamenti di gennaio:

SABATO 8 GENNAIO ore 17: PalabancaEventi Banca di Piacenza mostra "La Piacenza che era", visita guidata riservata alla Dante. Prenotazione entro il 5 Gennaio 349-6231343;

MERCOLEDI 12 GENNAIO ore 17 - Famiglia Piasinteina (Nuova Sede Via X Giugno, 3): conferenza del prof. Carmelo Sciascia nel 30° delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio: “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”: considerazioni nel ricordo dei due giudici.

MERCOLEDI 19 GENNAIO ore 16,30 - Famiglia Piasinteina (Nuova Sede Via X Giugno, 3): conferenza dell’arch. Paolo Dallanoce: “Perle” e “Pillole” di significativa architettura piacentina: storie, aneddoti, misteri. 

GIOVEDI 27 GENNAIO ore 16,30 - Famiglia Piasinteina (Nuova Sede Via X Giugno, 3), conferenza del col. ing. Federico Collina Com. Tel “2°Regg.to Pontieri” di Piacenza: “Il 2° Reggimento Pontieri”: Ruolo Istituzionale di “Missione militare, e la sua “Presenza” di natura civile nella storia e nell’attualità. Aspetti di “Piacentinità”.

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