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I relatori - foto C. Mistraletti

I relatori - foto C. Mistraletti

"Sei anni di vita piacentina": grande successo per la presentazione a Palazzo Galli

Briciole di fatti accaduti cent'anni fa che fanno la storia di Piacenza. Sala depositanti di Palazzo Galli superaffollata per la presentazione del libro "Sei anni di vita piacentina (1894-1899)" a cura di Corrado Sforza Fogliani e Maria Antonietta De Micheli

Nel tardo pomeriggio del 19 febbraio, Sala dei Depositanti di Palazzo Galli- Banca di Piacenza sovraffollata per la presentazione del libro “Sei anni di vita piacentina (1894-1899) giorno per giorno – Dal mercato coperto alle piazze illuminate ” a cura di Corrado Sforza Fogliani e Maria Antonietta De Micheli, fecondi cultori di storia locale dell'Ottocento che parlano ai piacentini di nascita e di adozione, edito dal Comitato di Piacenza dell’istituto per la Storia del Risorgimento,  stampa Tip. Le.Co. pagg. 596. Il volume prosegue la cronologia degli anni 1884-1893 pubblicato dalla tipografia Cassola e il precedente dell’editore Li Causi riferito al periodo 1859 - 1883. La distanza temporale coperta dai tre libri copre un periodo di oltre 155 anni e ciò fa diventare “storia” una sequenza di notizie,  fornisce al lettore la materia prima per soddisfare una curiosità immediata e contribuisce a rafforzare il legame tra le generazioni. 

Il Comitato di Piacenza dell'Istituto per la storia del Risorgimento per le iniziative del Centenario nell’anno 1859 – scrive Carlo Emanuele Manfredi nella prefazione - promosse iniziative celebrative della seconda Guerra d'Indipendenza e in tale occasione venne pubblicato il numero unico "Piacenza, 1859” che, oltre ad una serie di interessanti articoli illustrativi della storia di quell’anno, ne riportava la cronistoria piacentina, giorno per giorno con l’elenco degli eventi più significativi.  La ricerca, compiuta da Corrado Sforza Fogliani si rivelò utile sia agli studiosi, che poterono usufruire di una precisa datazione dei vari eventi storici, sia a coloro che volevano avere un quadro sintetico, ma attendibile, della situazione che, di giorno in giorno, si sviluppava nella città e nel suo territorio. La cronologia venne unanimemente apprezzata, tanto che Sforza Fogliani continuò la ricerca anche per gli anni successivi, seguendo gli stessi criteri: precisione, sinteticità e capillarità dell'analisi; per tale ricerca si avvalse anche dell'attiva collaborazione di Serafino Maggi, con il quale, nel 1960, pubblicò la cronologia piacentina del 1860. Questo tipo di ricerca, con le conseguenti pubblicazioni delle cronologie annuali, proseguì quindi anche per gli anni successivi alla proclamazione del Regno d'Italia ed al raggiungimento dell'unità nazionale. Dopo la prematura scomparsa di Serafino Maggi (deceduto nel 1977) la collaborazione con Corrado Sforza Fogliani per l'elaborazione della cronologia venne continuata da Maria Antonietta De Micheli, che si uniformò ai criteri che avevano caratterizzato le precedenti pubblicazioni e che svolse l'impegnativa e laboriosa ricerca principalmente sui giornali. “I dati raccolti compongono una sorta di colossale puzzle dal quale è possibile attingere ogni sorta di notizie, da quelle istituzionali alle aneddotiche, che riflettono la quotidianità di una città di provincia e dei suoi abitanti. È un unicum, in tutta la storiografia delle città italiane, che pure offrono una straordinaria molteplicità di fonti cronachistiche”. 

Gli accadimenti raccontati di giorno in giorno, selezionati con giudizio da attento e paziente spoglio dei giornali locali e di altre fonti informative - è stato evidenziato dai testimonial della presentazione a Palazzo Galli - compongono nel loro insieme un efficace quadro della società piacentina del secondo Ottocento fornendone una complessa e variegata immagine.  Importante è l'indice dei nomi elaborato da Danilo Pautasso che permette di piluccare, di legare le notizie e compiere approfondimenti.

Robert Gionelli, in particolare, si è soffermato sugli spor del tempo: principalmente canottaggio, sport equestri, ciclismo, evidenziando come i giornali del tempo non privilegiassero  le sole notizie negative; Danilo Anelli ha ricordato i quattro volumetti con le notizie relative gli anni 1894-1895-1896 e 1897, pubblicate dal periodico della Famiglia piasinteina “La vos del campanon” allora diretta da Corrado Sforza Fogliani e la collaborazione del sodalizio al volume dell’anno 1898.  Fausto Fiorentini ha evidenziato il nuovo importante contributo alla conoscenza della storia di Piacenza richiamando alcuni avvenimenti legati alla Diocesi negli anni del vescovo Scalabrini, e la nascita dei Missionari scalabriniani, esperti assistenti di migranti, allora in uscita oggi in entrata. Alessandro Malinvermi si è soffermato sulle notizie inerenti ai restauri nelle chiese piacentine in particolare il Duomo e san Giovanni in Canale, la realizzazione del sacello della Madonna della Bomba e su pittori, scultori e artisti del tempo, mentre Don Davide Maloberti ha rilevato come i giornali dell’epoca riservassero stringata attenzione alla cronaca sia importante, sia spicciola, sempre con abbondanza di aggettivi che supplivano alla mancanza di immagini.  

Leggendo le pagine di questo libro, ha detto Cesare Zilocchi trattando i temi di politica ed economia, a volte sembra di essere nel medioevo a volte di fronte ad un quotidiano fresco di stampa, sciorinando al proposito alcuni esempi tratti dal giorno per giorno: lo scandalo della banca – sul piano politico: i buoni si sono ritirati in disparte, i tristi fanno affari – Piacenza da Primogenita a Cenerentola – capitis deminutio di Piacenza: perdita continua di centri decisionali – scarsa pulizia della città. Gli spazzini? Che ci siano ognun lo dice, dove siano nessun lo sa - siamo in giugno, ma quanti accattoni – il cantone san Francesco è un orinatoio – i proprietari di case si lamentano: chiedono di pagare le tasse sulla rendita effettiva degli immobili non sulle presunzioni fantasiose del fisco ecc.... 

A conclusione degli interventi il grato ringraziamento degli autori per l’eccezionale affluenza di pubblico con numerose autorità civili e militari, il ricordo di Antonietta De Micheli per il compianto Serafino Maggi, con il quale aveva collaborato in occasione della redazione del primo volume della serie cronologica. Annotava il professore Ferdinando Arisi nella prefazione del precedente volume (1884 - 1893). Siamo diversi? Ci sono motivi per la pena di riflettere ma non ne mancano per negarlo. Siamo migliori? "Forse che sì forse che no", come è scritto nella pietra d'angolo d'una bella casa di via Campagna.

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