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Il minstro Annamaria Cancellieri a Piacenza

Il minstro Annamaria Cancellieri a Piacenza

Turbine Cancellieri: «Non si può più assorbire forza lavoro»

Il ministro dell'Interno ospite al Festival del Diritto affronta varie questioni. «Nella prima Repubblica i soldi andavano ai partiti, oggi vanno alle persone. Ai cittadini va detta la verità, bisogna essere onesti»

Un turbine, il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri. A partire dalla sferzata data alle pubbliche amministrazioni e alla necessità di riprendere i controlli interni per scovare sì i funzionari disonesti, ma anche i cittadini che beneficiando di sgravi non dovuti usufruiscono di denaro pubblico o non pagano certe tariffe. «E’ finito il tempo di dare tutto a tutti» ha detto sottolinenando la meritocrazia e la parità di opportunità per tutti. Sulla corruzione e sull’approvazione rapida della legge è stata netta: «Il ministro Severino non avrà alcun tentennamento». E ancora: ripristinare la fiducia dei cittadini verso le istituzioni, attraverso controlli che oggi non ci sono «siamo allo sbando» e tenere la guardia alta per certe situazioni legate all’occupazione (Ilva e Sardegna su tutti) che possono dare problemi di ordine pubblico: «Non lasceremo alcuno spazio ad atteggiamenti violenti».

Appena arrivata, il ministro ha risposo ad alcune domande dei giornalisti. Sulla recente operazione antimafia a Piacenza, che ha coinvolto due aziende, Cancellieri ha detto che «è da parecchio che abbiamo segni della presenza al nord e ci stiamo lavorando. D’altra parte, i soldi vanno dove possono rendere. E il Nord è attraente». A un eventuale Monti bis e un suo ingresso in politica, il ministro, con un sorriso, ha replicato ai cronisti: «Rivolgetevi alla politica».

Intervistata da Giovanni Bianconi, giornalista del Corriere della sera, Cancellieri è stata una delle presenze più pragmatiche al Festival del diritto. Sull’attualità più stringente, ha detto che il voto nel Lazio «dopo aver consultato i nostri esperti e l’Avvocatura dello Stato la data più probabile è quella dopo i 90 giorni dallo scioglimento del Consiglio». Mentre per Reggio Calabria, il cui Comune dovrebbe essere sciolto per infiltrazioni mafiose, ha affermato che la situazione «è più complessa».

L’immigrazione è un altro tema caldo. «L’Italia non è più in grado di assorbire forza lavoro - ha sottolineato - e questo messaggio deve essere fatto arrivare. Purtroppo, dietro gli sbarchi c’è la criminalità che li informa. Infatti, ci sono stati nuovi arrivi di chi sapeva della sanatoria. Ma non si possono snaturare i flussi e rendere le maglie più larghe. Si farebbe il gioco delle organizzazioni criminali». La moralizzazione della pubblica amministrazione deve andare di pari passo con quella dei cittadini. «Nella prima Repubblica - ha ricordato Cancellieri - i soldi andavano ai partiti, oggi vanno alle persone. Ai cittadini va detta la verità, bisogna essere onesti. Non bisogna gettare disprezzo verso tutta la classe politica. Alla mamma che ha problemi per dar da mangiare ai figli, bisogna spiegare cosa sta accadendo. Il popolo comprende più di quanto non si immagini. I Comuni devono riprendersi le loro funzioni».

Da commissario di Parma e di Bologna, Cancellieri ricorda di aver visto sgravi fiscali a famiglie per nulla bisognose. «Questo va evitato con stretti controlli - ha affermato - come va evitato che un cassintegrato prenda I soldi dallo Stato e faccia un doppio lavoro». Il ministro ha chiesto controlli più rigorosi, nelle prefetture, nei Comuni. «Ce ne sono pochi o nessuno. I controlli di adesso duri, quando arrivano. La gente deve avere fiducia». Il decreto anticorruzione è stato definito “il minimo sindacale”, ma «ce lo chiedono i cittadini e l’Europa. Non avremo tentennamenti».

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