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«Va definita la verità per poi lasciare il giudizio storico alla sensibilità delle persone»

Sta riscuotendo un discreto successo, nelle librerie piacentine, il nuovo libro di Pino De Rosa "Strà finalmente la verità"

Sta riscuotendo un discreto successo, nelle librerie piacentine, il nuovo libro di Pino De Rosa “Strà finalmente la verità”. Il volume è stato presentato qualche settimana fa nell’Auditorium di S. Ilario, come annunciato, dal circolo culturale piacentino Nicola Bombacci. La serata è stata moderata da MegGazzignato, in rappresentanza del circolo Bombacci che in pochi anni di attività ha promosso diverse e varie serate di approfondimento culturale e di attualità. Sebbene di recente costituzione, il circolo Bombacci è senza dubbio tra le realtà più attive del panorama piacentino e si caratterizza per il taglio senza dubbio libero da qualsivoglia schema precostituito e per il coraggio delle tematiche trattate, senza dubbio non ispirate al politically correct.

Dopo l’introduzione di Gazzignato, la presentazione è proseguita con le domande del giornalista Federico Gazzola rivolte all’autore del libro che ha introdotto gli argomenti partendo da un estratto della trasmissione “Provincia thriller” trasmessa da Telelibertà il 23 novembre 2013 e che affrontava gli accadimenti noti come l’eccidio di Strà di Nibbiano, su cui il nuovo libro di De Rosa aggiunge un elemento finora non ufficialmente riconosciuto e cioè l’assassinio di un Maresciallo tedesco che determinò poi lo scatenarsi della furia omicida dei soldati presenti a Strà il 30 luglio del 1944.

Sotto l’incalzare delle argomentate domande di Gazzola, De Rosa ha avuto modo di spiegare il perché del titolo “Strà finalmente la verità” in quanto sull’antefatto dell’eccidio di Strà in tanti hanno “mentito –sostiene De Rosa- sapendo di mentire” cercando di strumentalizzare i fatti al fine di condizionare il giudizio sull’eccidio. E’ corretto invece definire la verità degli accadimenti e poi lasciare il giudizio storico alla sensibilità delle persone.

Stimolato da Gazzola con le sue pungolanti domande, l’autore ha spiegato poi il percorso della ricerca che lo ha portato al ritrovamento ed all’identificazione del soldato tedesco ucciso, di cui ha anche fotografato la tomba; alla sommaria descrizione del caduto, di cui ha rintracciato la completa storia personale presso gli archivi tedeschi; alla parzialità e superficialità del processo intentato dopo la guerra teso più a trovare eventualmente un capro espiatorio che a ricostruire in qualche modo i fatti.

Presenti tra il numeroso pubblico, sono stati invitati ad intervenire Claudio Tosca (autore della prefazione al libro) che ha invitato l’autore a completare la ricerca tentando d’individuare anche da chi partì il colpo mortale indirizzato al tedesco e Cinzia Zilocchi, figlia di quel Nando che fu processato sommariamente ed assolto per non aver avuto alcun ruolo nell’eccidio, che ha ringraziato De Rosa per aver definitivamente dissolto ogni ombra sulla memoria di suo padre ed aver contribuito a ricostruire in maniera veritiera i fatti accaduti.

A margine della serata, è stata notata una bicicletta legata ad un palo segnaletico, a pochi metri dall’ingresso di S. Ilario, con un fogliettino semicolorato legato ad un industrioso catafalco di cartone posto sul portapacchi posteriore che inneggiando alla resistenza si diceva contro “il revisionismo storico fascista”.

De Rosa ha dichiarato:“sul piano culturale vi è ormai una diffusa cultura del confronto, le vetero adulterazioni delle verità sono ormai, per l’appunto legate al palo”. A fine serata, inzuppata dall’umidità presente nella sorniona nottata piacentina, così come comparso, è anonimamente scomparso il velocipide, che ha “liberato” il palo segnaletico.  La pagina facebook su cui è possibile reperire informazioni è: https://www.facebook.com/strafinalmentelaverita/

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