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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cultura

Venerdì 28 aprile e il 12 maggio due incontri sui perché della vita

I due eventi organizzati da "La Ricerca"

Perché si vive? Perché si soffre? Per che cosa si deve lottare ogni santo giorno? E' della ricerca di senso nelle svariate situazioni della vita che tratteranno due lezioni, il 28 aprile e il 12 maggio, gratuite e aperte a tutti, offerte dalla Scuola di counseling esistenziale ospitata dall’associazione “La Ricerca” nella sede sullo Stradone Farnese 96, alle ore 18,30.

I due incontri avranno come relatori la dott.ssa Paola Versari - che sottolineando l’importanza di leggere la vita anche in un’ottica ironica, terrà una conferenza intitolata “Il miraggio della bella vita, la sfida della vita bella” – e il dottor Domenico Bellantoni – venerdì 12 maggio dalle 20,30 – titolo “Orientarsi nel mondo che cambia. Ricerca di senso e counselling esistenziale”. Presupposto: l’attualità delle teorie del neurologo e psicoterapeuta viennese Viktor E.Frankl (1905-1997), fondatore dell’approccio psicologico Logoterapia e Analisi esistenziale che ha ispirato la scuola di counselling che ha sede alla “Ricerca”. “Gli ingredienti della bella vita come l'anelito al successo, la ricerca del facile guadagno, l'abuso di sostanze, il divertimento sfrenato – sottolinea la dott.ssa Versari -, la disumanizzazione del sesso, la rincorsa al potere, altro non sono che antidoti sbagliati che portano l'individuo  ad avvertire, ancora di più, quello che Frankl ha definito il "vuoto esistenziale".  Solo la capacità di autotrascendersi, cioè di uscire da se stessi per darsi a qualcosa o qualcuno, può rendere possibile raggiungere la strada della Vita Bella, che è l'unica ad essere in grado di consentire la piena realizzazione dell'esistenza umana”. “Già Frankl stesso in un’indagine che risale agli anni ‘50 – aggiunge il dottor Bellantoni - aveva evidenziato come il 55% degli intervistati mostrasse frustrazione e/o vuoto esistenziale, oltre alla perdita del sentimento di senso nella vita, di un chiaro orientamento progettuale verso qualcosa o qualcuno per cui impegnare la propria vita. Tale condizione, sicuramente ancora più presente nell’attuale contesto post-moderno, può addirittura arrivare a caratterizzarsi come un vero e proprio disagio psicologico, come una nevrosi. Pertanto, l’approccio ideato dallo psicologo austriaco e ulteriormente sviluppatosi negli anni ad opera di educatori, counsellor e psicologi formatisi alla sua scuola, promuove in maniera specifica e pone al centro dei suoi diversi interventi il tema della “ricerca di senso”. Per capirne la portata basta focalizzare anche uno solo degli ambiti dove questo metodo ha positive ricadute: la famiglia. “Si cerca di affiancare i genitori che faticano a trovare la sicurezza e la forza di scegliere una linea educativa, una risposta alle difficoltà che incontrano nel gestire i figli adolescenti, a loro volta disorientati, perché nella loro ricerca di senso faticano a trovare indicazioni sicure in cui muoversi f

Prima in Italia, la scuola giunge al suo terzo anno di vita concludendo con all’attivo una ventina di neodiplomati il primo corso di formazione per adulti che lavorano sulla relazione con gli altri: è infatti rivolta principalmente a educatori, pedagogisti, insegnanti, psicologi, assistenti sociali, medici, infermieri e operatori sanitari, ma anche a genitori, volontari, manager e responsabili delle risorse umane nelle aziende finendo per essere sempre più in balìa di scelte o riferimenti esterni, social, amicizie, internet”.

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