Dai Lettori - «La manifestazione di sabato pomeriggio non era da autorizzare»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera firmata di un lettore che interviene sugli episodi accaduti il 10 febbraio in centro a Piacenza

Egregio direttore, 
le scrivo come cittadino indignato dopo aver assistito agli scontri avvenuti sabato nella nostra città tra manifestanti e forze di polizia. Ormai tutti sanno e tutti hanno visto di cosa sono capaci centinaia di individui che si professano di sinistra e antifascisti, che vogliono farci credere nella democrazia e nella solidarietà verso gli stranieri. Personalmente ritengo che queste persone, che hanno malmenato con barbarie un Carabiniere, siano solo dei "bivaccatori professionisti", con una scarsa - se non nulla - educazione. 

A differenza di tanti, non mi voglio soffermare sul comportamento e l'operato di questi individui che, oltre alle conseguenze legali dei loro misfatti, altro non meritano, nemmeno i commenti negativi. Desidero piuttosto riflettere sull'operato delle forze di polizia, facendo un distinguo tra gli uomini in tenuta antisommossa, che hanno affrontato il pericolo sfiorando conseguenze ben più gravi, e i vari dirigenti e coordinatori nelle retrovie, sì dotati di casco e sfollagente, ma estranei al contatto. 

Da profano - ma non troppo - posso dire che in primo luogo la manifestazione del pomeriggio, poi degenerata, non fosse da autorizzare visto che tutti potevano immaginare a priori chi ne sarebbero stati i frequentatori, ovvero gente da centro sociale pronta a sfasciare e picchiare. In secondo luogo, dai video si vede chiaramente che i carabinieri erano ad affrontare i violenti con un numero di unità assolutamente non adeguato, e che la seconda linea formata dalla polizia era ad una distanza troppo ampia per poter dare un adeguato supporto.

Penso che anche su questo sia necessario riflettere, e sopratutto debbano farlo i responsabili del coordinamento delle forze ed il nostro nuovo Questore che ha dichiarato che tutto si è svolto nella massima professionalità. A me non sembra. Di certo un'unica cosa è ben visibile e non contestabile, ovvero che sono stati gestiti pochi uomini in modo confusionario, rischiando una mattanza senza senso e senza precedenti. Mi chiedo: se i manifestanti non si fossero fermati? Forse oggi, e per fortuna non è così, qualcuno si troverebbe a piangere un proprio caro che di certo era in prima linea, e non nelle retrovie a "coordinare" o seduto ad una scrivania. 

Concludo con un pensiero di solidarietà per i feriti delle forze di polizia e per tutti quelli che devono sempre affrontare orde di manifestanti violenti con uno scudo ed un manganello in mano sapendo di iniziare ma non di finire il servizio.
Cordiali saluti

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