Annata problematica per l’agricoltura: l'analisi del 2019 di Coldiretti Piacenza

Il presidente Marco Crotti: «Anno particolarmente difficile a causa delle avversità climatiche, con gravi conseguenze sulle colture del nostro territorio e in particolare sulla produzione di pomodoro, vite e cereali»

L'assembea

Consueta conferenza stampa di fine anno indetta da Coldiretti Piacenza per fare il punto sull’annata agraria che ha caratterizzato la nostra provincia, «un anno- ha evidenziato il presidente Marco Crotti-  particolarmente difficile a causa delle avversità climatiche (piogge particolarmente copiose in tarda primavera e grandinate rovinose, ben sei) con gravi conseguenze sulle colture del nostro territorio e in particolare sulla produzione di pomodoro, vite e per certi aspetti, cereali. In alcune aree della nostra provincia, il maltempo ha distrutto interi raccolti. E va detto che purtroppo negli ultimi anni in Italia l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai divenuta la norma, tanto da aver condizionato – e non poco - la redditività del settore agricolo. Solo a novembre in Italia abbiamo visto raddoppiare i nubifragi con danni complessivi di oltre 100 milioni di euro, che non possono non spingerci a riflessioni sui cambiamenti climatici, poiché l’agricoltura è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze. “E per fortuna che- ha ricordato Crotti- c’è un efficiente sistema assicurativo garantito da Condifesa. Ma rimangono problemi gravi come la necessità di avviare al più presto spandimenti in deroga perché le stalle sono sature di reflui e quindi la gestione dei nitrati. Nel mese di novembre la pioggia intensa e continua che si è abbattuta oltre a compromettere il calendario delle semine e i normali lavori stagionali, ha sostanzialmente bloccato le operazioni di spandimento degli effluenti zootecnici. Coldiretti si è mossa in tal senso ottenendo straordinariamente l’apertura di finestre temporali adeguate a consentire per quindici giornate – con modalità da definire secondo i bollettini nitrati delle Regioni - l’utilizzazione dei reflui zootecnici».

Crotti ha ribadito anche alcuni dei “numeri” che fanno di Coldiretti Piacenza, con 4.500 tesserati, la prima organizzazione agricola del territorio, con la presentazione di circa il 60% delle domande Pac. Nel corso del 2019 i dipendenti assunti dalle nostre aziende agricole sono stati più di 3mila, di cui quasi il 60% italiani, percentuale che è cresciuta negli ultimi due anni. Tra le criticità da segnalare c’è sicuramente la difficoltà di reperire manodopera altamente specializzata. «Con Tadini e Terrepadane- ha detto- incentiveremo la formazione».

Prima di Crotti il direttore Claudio Bressanutti aveva sottolineato le problematiche inerenti le zone più svantaggiate della nostra provincia sempre più vessate da un clima sfavorevole e la necessità di mantenere e tutelare il reddito di chi opera in questi territori dove vanno valorizzate ulteriormente le produzioni tipiche.

Per il settore lattiero- caseario è stato ricordato che Piacenza è la terza provincia nella Regione Emilia Romagna per quantità di latte prodotta, pari a: 250mila tonnellate tra gennaio e settembre. L’87% del latte piacentino viene destinato alla produzione di Grana padano di cui Piacenza è la quarta provincia per produzione.

Il mercato del settore sta vivendo finalmente un periodo di stabilità dei prezzi, ma non mancano purtroppo le incognite. Basti pensare che la produzione di falsi formaggi italiani in Usa è aumentata del 4% per approfittare delle difficoltà degli originali Made in Italy colpiti dai dazi. E in caso di aumento dal 25% al 100% delle tariffe applicate all’importazione di alimentari Made in Italy inseriti nella black list decisa dalla Rappresentanza Usa per il commercio (Ustr)  prodotti già colpiti proprio come il Grana Padano sarebbero completamente fuori mercato negli Stati Uniti che si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. Per questo Coldiretti evidenzia da un lato la necessità di dialogo, dall’altro l’attivazione urgente di aiuti compensativi ai settori più duramente colpiti con sostegni agli agricoltori che rischiano gli effetti di una tempesta tra dazi Usa e pericolo di Brexit.

Del comparto vitivinicolo ha parlato il membro di Giunta Gianluca Maserati che ha ricordato i difficili momenti climatici (grandinate) che hanno ridotto la produzione del 25%, in un’annata tuttavia buona per la qualità. «I nostri vini – ha ribadito- rappresentano un’eccellenza e molte aziende del territorio stanno comunicando la qualità e la sostenibilità che contraddistingue le loro produzioni. Dobbiamo saper fare squadra per valorizzare il settore, che può essere fortemente attrattivo anche sotto l’aspetto turistico. Parma 2020 rappresenta un’occasione non solo per Parma, ma anche per Piacenza e Reggio Emilia che devono giocare le loro carte. E una è proprio quella dei vini piacentini, la ricchezza paesaggistica legata ai vigneti rappresenta una forte unicità da valorizzare».

Campagna difficile anche per il pomodoro di cui ha trattato il presidente Ainpo Filippo Arata che ha ribadito «la totale ed assoluta necessità di una programmazione trasparente degli ettari investiti per la prossima campagna. Ci sono segnali positivi di una volontà comune che va comunque tradotta al più presto in un contratto che rivaluti il reddito degli imprenditori agricoli in un’ottica di filiera». Ed anche Arata ha ricordato il grave problema degli spandimenti nonché la necessità di deroghe per l’uso di taluni prodotti in occasione di annate particolarmente sfavorevoli da un punto di vista climatico.

Vola a 185 milioni di fatturato nel 2019 Terrepadane destinato, a parere del direttore generale Dante Pattini a crescere ulteriormente entro il  2021. Pattini ha ricordato il progetto per il Bio: «A Rizzolo il centro di stoccaggio dei cereali ha aumentato del 20% e si stanno consolidando sempre più progetti di filiera con alcuni dei marchi più importanti, da Barilla ai mulini locali, con 500mila q. di cereali ritirati, segno della fiducia dei nostri agricoltori e la linea del Mulino Bianco con il nostro grano sostenibile garantito da uno specifico disciplinare».

Pattini ha poi ricordato gli investimenti per i liquami fogliari oltre a quelli liquidi di Fiorenzuola, l’attività assicurativa antigrandine con Fata, la “politica” e relativo inquadramento ed aggiornamento tecnico di giovani laureati (15) a disposizione dei soci ed i progetti di studio sui biostimolanti con l’Università Cattolica.

Angela Zerga direttore generale del Consorzio di Bonifica di Piacenza ha ricordato l’attività svolta quest’anno e la forte azione di prevenzione con specifici progetti, la riorganizzazione del distretto Arda e la rotazione del personale per un aggiornamento territoriale, nonché gli stage con Cattolica e politecnico.

Gianmaria Sfolcini presidente di Condifesa ha detto che «è raddoppiato nel 2019 il valore dei risarcimenti ed il 7% in più delle superfici assicurate. Le polizze- ha ribadito- funzionano e sono sempre più complete per i nostri prodotti di qualità”, una “protezione chiesta anche da Riccardo Redoglia presidente degli apicoltori piacentini. Abbiamo bisogno di poterci assicurare anche noi. Veniamo da un’annata disastrosa per gli eventi climatici che ha ridotto drasticamente la produzione di miele di acacia ed ora siamo alle prese con gli attacchi di varroa agli alveari. Bene- ha concluso- la legge regionale di tutela dell’ape ligustica. Occorrerà tempo ma garantisce di poter tutelare la specie autoctona e migliorare le produzioni».

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Infine sono stati diffusi dati ed iniziative per Campagna amica, Terranostra ed Educazione alla Campagna amica nelle scuole, a conferma della forte e radicate presenza di Coldiretti sul territorio.

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