Campus “Raineri-Marcora”: orgoglio per il passato, ma sguardo rivolto al futuro

Il Campus agro-alimentare "Raineri-Marcora" (inizialmente Itas "Raineri"), festeggia i cinquant'anni della sua costituzione nella struttura di via Agazzana, con tutto l'orgoglio di ciò che ha rappresentato per la cultura e la tecnica del nostro territorio, per il quale il settore agroalimentare rappresenta il comparto primario

Il Campus agro-alimentare “Raineri-Marcora” (inizialmente Itas “Raineri”), festeggia i cinquant’anni della sua costituzione nella struttura di via Agazzana, con tutto l’orgoglio di ciò che ha rappresentato per la cultura e la tecnica del nostro territorio, per il quale il settore agroalimentare rappresenta il comparto primario. Una celebrazione sobria ma intensa quella svoltasi nell’aula magna, alla presenza delle autorità, ma soprattutto del corpo docente (passato e presente) e degli alunni che si sono diplomati (o che stanno per farlo). Una ricorrenza dalla quale è emersa con forza la volontà di essere ancora protagonista nel prossimo futuro nell’istruzione dei tecnici della filiera, al passo con i repentini e continui cambiamenti scientifici e tecnologici che la contraddistingueranno.

“Bisogna saperci muovere- ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli- tutti insieme, verso gli appuntamenti che ci attendono, per conseguire grandi traguardi basandoci soprattutto sulla nostra forza che è quella della qualità dei nostri 44 tra prodotti Dop e Igp ed tutti i nostri vini Doc, nella consapevolezza che la cultura è un valore che ci accompagnerà sempre. L’agricoltura- ha precisato- sta vivendo, con le tecniche di precisione, cambiamenti epocali, ma la tecnologia va sempre collegata alla natura ed al territorio per mantenere le bio-diversità, utilizzando la ricerca per arricchirla. Questa grande sfida tecnologica necessita di continue nuove competenze che la scuola deve poter assicurare; a noi il compito di confermare la reputazione dei nostri straordinari prodotti di qualità, anche attraverso la sostenibilità e l’eticità del lavoro. Prodotti tipici straordinari che però poi vanno declinati in tutto il mondo”.

L’incontro condotto con la consueta verve da Daniele De Leo, ha avuto un suggestivo prologo con l’attore Corrado Calda che, in un applaudito monologo, ha tratteggiato la figura di Giovanni Raineri a cui è intitolata la scuola; quindi la dirigente scolastica M.Teresa Andena ha ricordato come l’attivismo pedagogista di Dewey “è stato, qui nel Campus, tradotto in realtà; è la nostra sfida per tenere il passo con i tempi, senza rimanere indietro. Questa scuola incarna i valori di innovazione proposti dal Raineri”. Dopo i saluti del Prefetto Anna Palombi, del Questore Salvatore Arena, del Presidente della Provincia Francesco Rolleri, del sindaco di Piacenza Paolo Dosi e del Dirigente scolastico di Parma e Piacenza Maurizio Bocedi (il Vescovo Ambrosio, impossibilitato ad intervenire ha inviato una lettera di saluto), ha preso la parola Roberto Belli che ha tratteggiato le figure dei Presidi della scuola.

Ha iniziato con il fondatore prof. Alberto Moia (dal 1962 all’80), poi con la prof. Vittoria Gregori Cocconcelli, che tra il 1980 ed il 1987 è stata artefice dei progetti scuola- mondo del lavoro ed ha incentivato la costruzione delle serre. Dopo di lei il prof. Mauro Sangermani, dal 1987 al 2010, è stato protagonista delle aggregazioni con il professionale per l’agricoltura “Marcora”, quindi con l’Istituto Alberghiero, ed è stato ideatore della Festa dei diplomi e dell’Agricoltura, nonché del Museo della civiltà contadina (era presente il presidente Roberto Porcari). Quindi la prof. Andena, l’attuale dirigente, che sta gestendo con professionalità i cambiamenti epocali che contraddistinguono in questi anni la scuola italiana. A lei il merito della costituzione del sesto anno di specializzazione per Enotecnico.

Una scuola dunque che, nei cinquant’anni in cui è presente nella sede di via Agazzana (in realtà da quando è divenuta autonoma dallo Stanga di Cremona sono passati 60 anni, di cui i primi dieci nella sede di via Stradella), è divenuta un punto di riferimento per la didattica del comparto agro-alimentare, fortemente incardinata nel nostro territorio e con tutti gli organismi pubblici (in primis l’Università Cattolica) e privati che vi operano, una scuola dunque proiettata nel futuro, senza però mai perdere di vista i valori strenuamente proposti da colui da cui ha preso il nome.

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