«La logistica ha scelto Piacenza vent'anni fa e la città glielo ha permesso. Ora si va avanti»

I vertici di Confindustria a confronto. Rota, Betti e Jesini: «Servirebbe il terzo ponte sul Po, ma il gruppo Gavio non è d’accordo. Nel Prit regionale autorizzata la strada “Mediana” tra Castello e Fiorenzuola». Piacenza soffoca di cemento e camion? «Il polo del ferro cambierà le cose». Nuovo ospedale: «La Pertite era l'area ideale, così rimarrà una foresta». E sulla Giunta Barbieri: «Inizio complesso, ora ha cambiato passo»

Attilia Jesini, Alberto Rota e Cesare Betti nella redazione de IlPiacenza.it

«Le aziende sono un valore. Occorrerebbe smetterla di vederle come sfruttatrici, dannose per la salute, perché in realtà per il territorio Piacentino generano tanto benessere». Parte da qui la lunga conversazione tra IlPiacenza.it e i vertici di Confindustria Piacenza. Interpellati per questo confronto a più voci il presidente Alberto Rota, il direttore Cesare Betti e il vice direttore e responsabile ufficio affari generali Attilia Jesini. Una conversazione su diversi temi che riguardano il nostro territorio, «che respira più Milano che Bologna e non riesce a trarne il vantaggio che potrebbe avere», anche in risposta a una serie di problemi e sfide che riguardano il presente e il futuro di Piacenza e provincia.

  • “Confindustria Piacenza” come ha accolto la Legge di Bilancio del Governo Lega-5Stelle?

Rota. «Siamo po’ preoccupati perché non c’è la sensazione che dietro questa manovra ci sia un reale progetto di sviluppo e crescita del Paese. È stata costruita senza una logica di sviluppo dell’industria, ma soltanto seguendo i proclami e temi cavalcati dai due partiti di Governo in campagna elettorale. Il reddito di cittadinanza lo avevamo già, sotto altre forme, non c’era bisogno di estenderlo così. Se “Quota 100” è stata fatta per liberare posti di lavoro, lo spirito è sbagliato. Un Paese normale dovrebbe generare posti di lavoro automaticamente, senza pensionare lavoratori “pseudo anziani”. Non sostituisci una persona con trentennale esperienza con un ragazzino, semmai lo affianchi. Non crediamo che creerà posti di lavoro. L’idea di “Industria 4.0” era giusta, così come quanto fatto sull’articolo 18: sono processi che hanno svecchiato il Paese e provocato dinamiche di assunzione. Il “Decreto dignità” è poi una coltellata per i contratti a "tempo determinato". Ci sono molti problemi, l’imprenditore deve mettere la “causale” sul rinnovo e per farlo occorre il parere delle agenzie interinali e dei legali. Così si blocca il mondo del lavoro.

Betti. Si è molto parlato di “flat tax”, il pezzo forte del programma elettorale della Lega, quella che poteva rimettere in moto il Paese e gli investimenti. Mi pare che non sia quella promessa. E, inoltre, il Paese si è fermato sui grandi progetti come la Tav.

  • Nuovo ospedale. Si è perso del tempo?

Rota. L’avere vissuto un passaggio di consegne tra due Giunte differenti non ha aiutato. Il discorso era partito con Dosi ed è capitato in mano a Barbieri. L’ex sindaco ha rimandato la questione, pensando che vincesse il centrosinistra. E all’inizio la nuova Giunta non ha capito l’importanza del tema. Non lo nascondiamo: abbiamo fatto molta pressione, perché sono in ballo oltre 200 milioni di euro per il territorio, che possono far ripartire un po’ anche l’edilizia. Sì, si è perso del tempo discutendo delle aree pubbliche. La Lusignani è piccola, la Pertite per noi rimane tutt’oggi la soluzione ideale per Piacenza. Occupavamo metà dell’area con il nosocomio e con l’altra metà rendevamo fruibile il parco. Cancellando questa ipotesi dal tavolo, come ha fatto il Consiglio comunale, sarà per sempre una foresta incolta. Si è perso tempo: però ora procediamo con il bando e l'individuazione dell'area.

 

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