Martedì, 23 Luglio 2024
Economia

A "Cena con la scienza" si parla di etica e animali

Don Mirko della Torre è intervenuto all’Agriturismo Il Vallone di Alseno

Percorrendo il viale che porta all’agriturismo Il Vallone di Alseno si viene accolti dallo sguardo mansueto e curioso di un nutrito gruppo di asinelli, seguono diversi recinti con conigli, galline e anatre. Un ampio cortile e il giardino incorniciano le strutture mentre fanno da quinta le colline della val d’Arda. Basterebbe questo e l’ottima cucina territoriale dell’agriturismo per riappacificarsi col mondo, ma venerdì 17 A Cena Con La Scienza, il ciclo di appuntamenti organizzato da Confagricoltura Piacenza e Agriturist, ha condotto lì Don Mirko Dalla Torre che il senso di pace te lo trasmette in ogni sua parola.

Il sindaco di Sernaglia della Battaglia, una delle tre parrocchie di don Mirko e dove lui ha la canonica, ha fatto mettere due telecamere sulla porta della chiesa dopo che l’Arciprete ha ricevuto minacce e qualche pallottola: “roba piccola” – dice lui sorridendo e raccontando l’aneddoto ai numerosi presenti. A gennaio 2020 è uscito il suo libro “Gli animali del Circo – diritti animali e responsabilità dell’uomo”. La sua posizione e le sue attività come responsabile per il Triveneto della pastorale dei circhi e degli spettacoli viaggianti non piacciono ad alcuni gruppi di animalisti, ma non è quello di cui vuole parlare ai presenti.

«Il tema è – spiega don Mirko - qual è il "giusto rapporto" fra uomo e animale.  Per il passato non si trova chi abbia sostenuto che uomini e animali debbano essere posti sullo stesso piano. Cosa sostenuta negli ultimi decenni da una corrente denominata animalismo e pensiero animalista che ha ricevuto un’influenza determinante dagli scritti del filosofo australiano Peter Singer. Io credo – prosegue don Mirko - che la maggior parte di coloro che si definiscono animalisti non abbia mai letto libri di Singer e non abbia idea della filosofia che vi è a monte. I movimenti animalisti più radicali - prosegue - si propongono di ottenere il riconoscimento di obblighi morali verso gli animali e si oppongono allo specismo. Lo specismo indica l’atteggiamento di coloro che sostengono l’esistenza di una gerarchia di valori e di diritti fra le specie animali esistenti sulla terra, ovviamente in vetta alla gerarchia c’è la specie umana. Gli animalisti si oppongono quindi al fatto che gli esseri umani, solo per il fatto di appartenere alla specie Homo sapiens, vengano considerati dotati di un valore superiore a quello degli animali non umani. Singer, in particolare, ritiene che il criterio per stabilire la bontà o meno di un’azione verso uomini o animali sia quello di provare piacere o dolore e che animali e uomini abbiano uguali diritti. L’argomento più caratteristico usato da Singer per arrivare a dimostrare che uomini e animai sono totalmente equiparabili è il cosiddetto “argomento dei casi marginali” oppure “argomento degli esseri umani marginali”. E qui il religioso fa una pausa e proietta una citazione diretta del pensiero di Singer. La diapositiva riporta: “Un bambino di una settimana non è un essere razionale e autocosciente, e vi sono molti animali non-umani la cui razionalità, autocoscienza, consapevolezza, capacità di sentire, e così via, sono superiori a quelle di un bambino umano di una settimana, o anche di un anno… Neonati con malformazioni mancano di tali caratteristiche (razionalità, autonomia e autocoscienza, ndr). Pertanto l’ucciderli non può essere posto sullo stesso piano dell’uccidere esseri umani normali, o qualsiasi altro essere autocosciente, è chiaro il punto principale: uccidere un neonato con malformazioni non è moralmente equivalente a uccidere una persona. E molto spesso non è per niente sbagliato».

Don Mirko è un religioso, ma non serve neppure la fede per sentirsi rabbrividire. Quello che racconta dopo è come vengono trattati bene gli animali nei circhi, come facciano parte della vita delle persone del circo esattamente come noi conviviamo con i nostri animali d’affezione. Accolto dalle famiglie circensi e talvolta ospitato in una “campina” - una piccola roulotte indipendente come quella che i circensi regalano ai figli adolescenti come segno d’indipendenza - don Mirko accompagna le vite di queste famiglie in un percorso di fede e di confronto con una realtà già di per sé dura e che oggi deve confrontarsi anche con le levate di scudi di chi in nome dell’amore per gli animali arriva a minacciare di morte le persone. Seguono aneddoti divertenti e la serata finisce immancabilmente e gioiosamente a tavola, ancora una volta con qualche consapevolezza in più grazie alle occasioni di approfondimento create dal ciclo di appuntamenti che ormai da 13 anni Michele Lodigiani, coordinatore dell’iniziativa, riesce a realizzare. Gli appuntamenti riprenderanno a settembre.

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