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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Pomodoro da industria

A Piacenza Expo i 20 anni di Tomato World

Giovedì 17 e venerdì 18 febbraio due giornate professionali dedicate al pomodoro da industria, con convegni, workshop, tavole rotonde e laboratori, che saranno probabilmente seguiti da un evento in autunno

Si svolgeranno giovedì 17 e venerdì 18 febbraio presso Piacenza Expo, le due giornate professionali dedicate al sistema del pomodoro da industria, evento caratterizzato da convegni, workshop, tavole rotonde e laboratori dedicati ad un settore nel quale la nostra provincia è uno dei leader mondiali per tradizione storica ed innovazione per produzione e trasformazione.  Una “due giorni” con taglio sul futuro e di “trasferimento” tecnologico: incontri che saranno molto probabilmente seguiti da un evento in autunno «per celebrare - come ha ricordato il direttore di Piacenza Expo Sergio Copelli - i 20 anni di Tomato World». «Un orgoglio ospitare presso la nostra sede al Palazzo dell’Agricoltura - ha detto il presidente di Terrepadane Marco Crotti - la presentazione di un evento che è caratterizzato da un momento economico particolare, con i costi di produzione saliti del 25% a causa dell’aumento dei fertilizzanti e del gasolio, aumenti che non devono ricadere sui produttori ma condivisi in tutta la filiera pena una drastica riduzione delle superfici investite, costi che devono essere quindi condivisi per poter garantire al consumatore la nostra indiscussa qualità che ci ha reso famosi nel mondo e che va sempre adeguatamente comunicata».

«La nostra “portaerei economica”- ha detto il presidente di Piacenza Expo Giuseppe Cavalli (ha coordinato il giornalista Robert Gionelli) - è a disposizione di tutti; questa manifestazione segna la nostra ripartenza, contraddistinta da un sostenuto aumento del capitale sociale che tutti i soci hanno convintamente sottoscritto, dalla Banca di Piacenza ad Upa a Confindustria e con l’ingresso di nuovi importanti soci, dal Consorzio Piacenza Alimentare, alla Coop S. Martino, all’Associazione Albergatori, fino all’importante partner dell’Autorità portuale di La Spezia e con contatti già ben avviati con altri significativi soggetti economici. Questo sempre nella convinzione che noi siamo a disposizione del territorio». «Sarà un anno problematico - ha riconosciuto il presidente di Asipo Pierluigi Arata a capo di un’associazione di prodotto che conta 300 soci e 5 milioni di quintali di prodotto. Per questo chiediamo di trasferire su tutta la filiera i costi di produzione», sanciti da un contratto che tuttavia è ancora nelle fasi preliminari.

Un concetto condiviso dal presidente Ainpo Filippo Arata, che ha chiesto «un convinto gioco di squadra mantenendo la qualità, oppure sarà difficile produrre pomodoro». Arata ha ricordato anche i problemi irrigui e la carenza di mano d’opera specializzata. Tutti tempi che saranno sicuramente sviscerati nella “due giorni” al workshop di giovedì mattina (alle ore 10) sulla sfida della sostenibilità e nella tavola rotonda del pomeriggio (14,30) sullo storico nodo della valorizzazione del prodotto. Ed ancora venerdì mattina nel convegno (alle 10) sul piano strategico della Pac 2023-2025 e alle 14,30 nel workshop sulle start-up e i progetti innovativi. Sempre al mattino di venerdì alle 10,30 si svolgerà un laboratorio sull’innovazione della coltivazione del pomodoro da industria riservato alle scuole agrarie.

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