Aglio piacentino, Francesco Rastelli confermato presidente Copap

Nel corso dell’assemblea di bilancio chiusasi in maniera soddisfacente grazie alla rimuneratività di aglio, scalogno e cipolla, i principali prodotti commercializzati, sono state rinnovate anche le cariche sociali

Se l’aglio bianco piacentino è diventato famoso in tutta Europa per la sua qualità e le peculiari proprietà organolettiche, senza ombra di dubbio il merito va ascritto alla Co.p.a.p (cooperativa produttori aglio piacentino) di Monticelli.

Questa coltivazione tipica del territorio della Bassa, dopo un periodo di decadenza dovuto soprattutto alla concorrenza dell’aglio cinese, già da diversi anni è in netta ripresa ed è tornata ad essere remunerativa per gli agricoltori piacentini che vi si dedicano, molti dei quali soci della cooperativa che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività.

Nel corso dell’assemblea di bilancio chiusasi in maniera soddisfacente grazie alla rimuneratività di aglio, scalogno e cipolla, i principali prodotti commercializzati, sono state rinnovate anche le cariche sociali che hanno visto la riconferma di Francesco Rastelli imprenditore di S. Pietro in Cerro (produce aglio, cipolle, scalogno, frumento, bietole e pomodoro da industria), già Presidente del Consorzio di promozione e valorizzazione dell’aglio bianco piacentino e di Fedagri- Confcoop Piacenza. Suo vice è stato nominato Alessandro Mazzocchi, mentre Giovanni Melodi è stato eletto presidente onorario. Fanno inoltre parte del Consiglio l’a.d Enrico Cappelletti, Sergio Carini, Giovanni Fervari, Davide Pezza, Luigi Falliva, Andrea Visagli, Alessandro Zaninoni, Pietro Faverzani, e Paolo Cappelletti. Si tratta dunque di un organismo composto prevalentemente da giovani produttori, a conferma della rimuneratività che questa coltivazione ricopre per parte del territorio piacentino.

Giuseppina Serena, colonna portante della struttura, rimane responsabile della contabilità.

La CO.P.A.P. è una cooperativa storica del settore; è nata infatti nel 1976 dall'unione di diverse aziende agricole del territorio della Bassa, con lo scopo di salvaguardare e migliorare la produzione di una varietà locale d'aglio bianco piacentino, altamente apprezzata da coltivatori e consumatori sia in Italia che all'estero. Un presidente giovane dunque, per una Coop. di grande tradizione nell’attività di lavorazione, conservazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti freschi, in particolare di aglio bianco piacentino, cipolla, scalogno e pomodoro da mercato.

Ma è l’aglio bianco piacentino, iscritto nel Registro delle Varietà con denominazione “Ottolini” e “Serena”, il fiore all’occhiello di Copap: la ricchezza aromatica, l'alta concentrazione di allicina e la capacità di conservarsi a temperatura ambiente senza alterare le sue qualità organolettiche praticamente per un anno, fanno dell'aglio bianco piacentino un bulbo pregiatissimo.

L'area piacentina che fa capo a Monticelli è la sola produttrice nazionale di questo prodotto da seme, ricercatissimo sul mercato.

“Copap- ha ricordato Rastelli- grazie all’impegno dei propri soci, ha incrementato progressivamente le proprie attività dotandosi di moderne strutture e attrezzature per la lavorazione e commercializzazione di prodotti orticoli. Nel centro di lavorazione e stoccaggio, l'adozione di moderni impianti di conservazione ad ambiente controllato e la presenza di linee di lavorazione e confezionamento all'avanguardia, non hanno sostituito, ma integrato, il lavoro manuale consentendo così di offrire i prodotti CO.P.A.P. in una vasta gamma di confezioni. Tra le importanti attività svolte da CO.P.A.P. c’è pure la programmazione, il controllo sanitario e qualitativo delle produzioni, il confezionamento e la commercializzazione dei prodotti ed infine la tracciabilità del prodotto secondo le norme vigenti.

Ed in collaborazione con l’Università Cattolica (in particolare l’Istituto di Patologia vegetale e con la dott. Battilani e la cooperativa Agrisilva), la Copap è capofila di un progetto finanziato dalla Regione per la lotta alla fusariosi patologia, spesso dannosa, che colpisce diversi tipi di piante tra cui l’aglio ed è determinata dallo svilupparsi di alcune specie fungine appartenenti al genere Fusarium. E’ un problema che, per fortuna, riguarda marginalmente l’aglio bianco piacentino ma che sta interessando molte varietà in altri paesi europei ed anche italiani. Si stanno effettuando sia prove in campo che di conservazione, per evitare il diffondersi dell’avversità.

“L’annata, nonostante il periodo molto piovoso di giugno- ha precisato Rastelli- è stata piuttosto favorevole, con un aglio di qualità che è stato a lungo essiccato in campo, con medie di 5000 q. a pertica; molto bene anche la produzione di scalogno, un bulbo sempre più apprezzato dalla ristorazione e dai consumatori, dai costi produttivi molto elevati, un prodotto quindi “di nicchia” e di alta qualità, con Copap in grado di controllare l’intera filiera produttiva.

Buone le prospettive anche per la qualità delle cipolle ma, a differenza di aglio e scalogno, il mercato continua ad essere molto debole con prezzi al ribasso soprattutto a causa della concorrenza di quelle prodotte in consistenti quantità in Piemonte.

Così dopo quarant’anni, con rinnovato vigore, la Copap di Monticelli, è impegnata a valorizzare il lavoro dei soci e la loro indiscussa professionalità produttiva, non solo con l’aggiornamento nella coltivazione e con quello tecnologico di conservazione e confezionamento, ma altresì con una adeguata campagna di comunicazione, partecipando a trasmissioni televisive e con articoli su riviste e la partecipazione a fiere specializzate. “Questo perché è necessario- ha ribadito il Presidente- fronteggiare lo strapotere della G.D nella determinazione del prezzo che deve essere remunerativo; infatti, per ottenere una qualità così elevata, si sostengono costi produttivi superiori”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ripescata nel Po un'auto con a bordo un cadavere, è Daniele Premi

  • Nuovo decreto e spostamenti tra Regioni e Comuni: cosa si può fare (e cosa no) dal 16 gennaio

  • Frontale tra due auto a Fiorenzuola: tre feriti, uno è gravissimo

  • Brugnello, Rivalta, Vigoleno: Valtrebbia e Valdarda grandi protagoniste a "Linea Verde"

  • L'Emilia-Romagna resta arancione, firmato il nuovo Dpcm

  • «Disobbedire e aprire i locali? Non ha senso. La vera protesta sarebbe chiuderli: stop a delivery e asporto»

Torna su
IlPiacenza è in caricamento