Aglio, prezzi ed ettari in crescita. A Sulmona incontro Italia, Spagna e Francia

Presente il piacentino Francesco Rastelli presidente della Copap di Monticelli e dell'Oi organizzazione interprofessionale aglio, Fedagri Confcooperative

“Un incontro che è servito per rinsaldare le già operative sinergie per affrontare i mercati e per migliorare la qualità del prodotto con la ricerca”. Così il piacentino Francesco Rastelli presidente della Copap di Monticelli e dell’Oi organizzazione interprofessionale aglio, Fedagri Confcooperative, commenta l’incontro del Gruppo di contatto aglio di cui fanno parte Italia, Spagna e Francia che si è riunito a Sulmone per un evento organizzato dal Consorzio Aglio rosso di Sulmona, guidato dalla presidente Stefania Baldassarre e dal coordinatore Antonio Ricci. Per un saluto agli ospiti, è intervenuto anche il sindaco Annamaria Casini. Per l'aglio di qualità - è stato evidenziato- i prezzi sono in crescita, occorre però mantenere alto il livello e, soprattutto, saper valorizzare le produzioni.

La presidente Baldassare ha spiegato che il Consorzio è nato nel 2010 per la salvaguardia di un prodotto che si stava perdendo. "Siamo partiti in 8, oggi siamo 71 produttori per un totale di 110 ettari coltivati. Il territorio è frammentato e in media ogni azienda ha una superficie di poco superiore all'ettaro. La maggior parte delle aziende lavora ancora molto manualmente. L'ecotipo Rosso di Sulmona si stava perdendo perché altre varietà, pur sempre rosse, venivano preferite per la maggiore produttività. Ma non c'erano prezzi remunerativi. Negli ultimi anni sono stati diversi i giovani che hanno cominciando a produrre aglio tipico del territorio, aumentando la produttività e l'occupazione".

Francesco Rastelli, ha illustrato i dati produttivi dell'Italia. Nel triennio 2013-2016, "abbiamo avuto 29.500 tonnellate di produzione su 3.300 ettari, con un aumento del 9% della produzione, compreso lo scalogno. I prezzi di mercato all'origine per l'aglio lavorato, pagati agli agricoltori, sono aumentati. Nello scorso febbraio si è arrivati a 3,19 euro/kg, con un aumento di quasi un euro dal 2014 al 2016. Le Op hanno venduto in media a un prezzo da 2,31 euro fino a 4,24 euro/kg, con un aumento attorno a 0,8 euro/kg".
Per le importazioni, in Italia si è passati dalle 27mila tonnellate del 2013 alle 23mila del 2016 per un valore di 65 milioni di euro. Anche le esportazioni sono calate, da 11mila tonnellate a 9.185 tonnellate per un valore passato da 33 a 30 milioni di euro. La previsione di produzione del 2017 è di un incremento del 5-10%. Nel 2016 la qualità è stata elevata, anche perché il clima ha aiutato per essiccare l'aglio.

La presidente del Comitato aglio francese, Cristiane Pieters, ha presentato il bilancio della campagna 2016. La campagna dello scorso anno è stata molto positiva per aglio bianco, violetto, rosso,. Qualità buona per bianco e violetto, mentre il rosso ha avuto problemi di fusariosi. A sud ovest della Francia, nel 2015 le superfici erano 1.564 ettari, passati a 1.713 nel 2016. Incremento anche in un'altra zona, in Drome, passata da 2.660 a 2.750 ettari. I volumi nel 2015 erano 7.300 tonnellate, passati a 21.200 tonnellate nel 2016, con un salto elevato grazie alle maggiori rese e alle superfici.

Sempre in Francia, per il 2017 si prevede ulteriore incremento delle superfici. I prezzi dell'aglio bianco sono passati da 2,29 euro del 2011 contro 3,26 euro/kg nel 2016. Il violetto è passato da 2,74 euro a 3,48 euro/kg. Il rosso ha prezzo stabile, a 4,77. Il prezzo al dettaglio è passato da 8,34 euro a 9,44 euro/kg. Per l'aglio estero, proveniente per lo più da Spagna, il prezzo è passato da 8,36 a 8,88 euro/kg. Per l'aglio bianco pelato il prezzo è 2,80 euro/kg. Per le superfici francesi, l'incremento nel 2017 è del 10%. Per l'aglio rosa è prevista una produttività pari a 5 tonnellate e, per il bianco, 8 tonnellate a ettaro.

Poi è stata la volta della Spagna con Jose Antonio Corell e Julio Bacete. Il 2016 è stato un buon anno per la Spagna, con buona resa in termini di volume e prezzo. "Questo è dovuto allo scadente raccolto in Cina, dove c'è anche una speculazione. E noi ne abbiamo approfittato. La Spagna ha prodotto oltre 200mila tonnellate su 21mila ettari". Le esportazioni sono state di 150mila tonnellate con il prezzo medio all'esportazione (in grandi volumi, in container) passato da 1,70 a 2,40 euro/kg. La Spagna esporta aglio in tutto il mondo, ma in particolare le spedizioni sono cresciute in Sudafrica, Stati Uniti, Giappone e soprattutto a Taiwan, passando da 930 tonnellate a 15mila tonnellate.

La Spagna ha esportato verso l'Unione europea circa il 10% in meno nell'ultimo anno, attorno alle 100mila tonnellate. Le previsioni per il 2017 stimano un incremento tra il 5 e il 10%. La Spagna termina la campagna senza scorte e forse non riuscirà ad accontentare tutte le richieste. Roberto Cherubini, del Ministero delle Politiche agricole, ha illustrato alcuni aspetti commerciali e cambiamenti che sono in procinto di essere discussi, mentre Vittorio D'Alessandro, dell'azienda Aglio D'Alessandro, ha spiegato come per una produzione di qualità si debba partire da seme certificato. E, per tale certificazione, sono coinvolte la ditta sementiera, l'Istituto fitosanitario regionale e il Crea scs (ex Ense). Al termine dell'incontro (il prossimo del 2018 si svolgerà in Francia), il Consorzio ha offerto un buffet di prodotti tipici presso "Terra Viva", punto di vendita e incontro di una quarantina di produttori locali.

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