rotate-mobile
Lunedì, 4 Marzo 2024
L'appuntamento

Agricoltura e cambiamenti climatici, in Cattolica un incontro per capire i possibili interventi

Alla giornata di approfondimento di venerdì 1° dicembre parteciperanno due classi quarte dell’Istituto Raineri Marcora nell’ambito del progetto "Siram"

Le conseguenze del cambiamento climatico sull’agricoltura sono ormai sotto gli occhi di tutti e le azioni di contrasto per garantire la produzione e la qualità di quanto viene prodotto non sono più procrastinabili. Il campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dà voce a questi problemi e lo fa coinvolgendo le giovani generazioni attraverso un incontro con le scuole organizzato dalla facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, che si terrà venerdì 1° dicembre a cominciare dalle 8,30.

Alla giornata di approfondimento parteciperanno due classi quarte dell’Istituto Raineri Marcora nell’ambito del progetto "Siram" (Sustainable Innovations for Regenerative Agriculture in the Mediterranean Area). L’appuntamento, dal titolo "Quale agricoltura per una produzione alimentare sostenibile nell’epoca del cambiamento climatico", vivrà due distinti momenti: si comincerà in mattinata al fienile delle residenza Gasparini e si proseguirà nel pomeriggio all’azienda sperimentale Cerzoo.

La giornata si aprirà con i saluti di Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, per affrontare in seguito, fra gli altri, i temi del cambiamento climatico in agricoltura, dell’agricoltura rigenerativa, della biodioversità.

«Per contrastare il cambiamento climatico e per rendere sempre più sostenibile l’agricoltura – dice il professore Vincenzo Tabaglio, coordinatore del ProgettoSiram – ci si muove in maniera multiforme, agli studenti intendiamo mostrare i diversi interventi possibili. Si parlerà di agronomia classica e di microbiologia, ad esempio dei biostimolanti, e ancora di metabolomica e fisiologia delle piante». Le conseguenze del global warming sono già molto evidenti. «Si pensi – dice Tabaglio – alla mancanza di acqua riscontrata nelle ultime annate, che ha avuto riflessi negativi sulle produzioni sia in termini quantitativi sia qualitativi. Oppure alla qualità dell’uva: la carenza d’acqua potrebbe provocare un minore sviluppo degli aromi, per questo ci sono i fisiologi della vite che sanno come operare per ridurre il problema».

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Agricoltura e cambiamenti climatici, in Cattolica un incontro per capire i possibili interventi

IlPiacenza è in caricamento