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Economia

Al centro sempre i soci e le loro aziende

Il presidente di Confagricoltura Piacenza Enrico Chiesa traccia un bilancio del suo mandato in vista del rinnovo delle cariche nei primi giorni di aprile

“Se posso permettermi un suggerimento al neo-presidente? Anzitutto quello di tenere sempre al baricentro dell’azione sindacale i soci e le loro aziende, nella consapevolezza che oggi essere imprenditori agricoli è sempre più arduo; se siamo riusciti a progredire nonostante i costi crescenti e la sempre più opprimente burocrazia, lo dobbiamo alla nostra professionalità, non disgiunta da una passione che ci lega indissolubilmente alle generazioni che ci hanno preceduto ed è uno stimolo per i giovani che già operano nelle aziende che sono una risorsa fondamentale di cui, per fortuna, Confagricoltura Piacenza è ben dotata. Non a caso la nostra sezione, di cui è presidente Matteo Cattivelli, è tra le più attive e migliori d’Italia”.

In questo modo Enrico Chiesa presidente di Confagricoltura Piacenza, imprenditore agricolo a Baselica Duce (colture industriali, pomodoro ed attività agrituristica), ha voluto evidenziare la mission che lo ha sempre contraddistinto nei due mandati alla guida della “storica” associazione professionale degli imprenditori agricoli piacentini, che, dopo il rinnovo del consiglio, ai primi di aprile eleggerà il nuovo presidente e la giunta esecutiva. In pole position, Filippo Gasparini, già vicepresidente, allevatore di Gossolengo, presidente della Sezione di Prodotto Lattiero-casearia e consigliere (nonché tra i responsabili del caseificio) di Agri Piacenza latte.

“Il nostro comparto è stato (ed è) caratterizzato da continue e profonde trasformazioni, con le aziende iscritte alla CCIAA scese sotto le 6000 unità e con un futuro prossimo dove le risorse (Pac) a disposizione del mondo agricolo sono destinate a diminuire. E’ dunque fondamentale che tutto il sistema debba riflettere sul proprio futuro, stimolare la massima sinergia per ottimizzare le capacità economiche, come già si è verificato nella nostra provincia in occasione del precedente Psr. Ma conforta –sottolinea- in previsione futura, il dinamismo dei nostri giovani (lo stesso Enrico Chiesa è stato attivissimo presidente Anga ndr), la loro voglia di progredire all’interno, ripeto, di un “sistema Piacenza” che, nel suo insieme è in grado di fare, supportato anche dagli enti pubblici preposti (leggasi Provincia…) che in questi anni, hanno dato prova di attenzione e grande professionalità verso il mondo agricolo.

In Confagricoltura Piacenza- prosegue Chiesa- ho riscontrato sempre, a partire dal direttore Luigi Sidoli fino a tutto il personale, una grande dedizione al proprio lavoro e la massima attenzione e disponibilità verso i soci. Il risultato è quello di una associazione professionale in salute, sempre con buoni bilanci. Tutta la nostra attività -sottolinea Chiesa- è il risultato del lavoro di squadra, con una giunta coesa ed un consiglio dove sono contemperate in modo armonico, tante anime; certo ci sono discussioni, diversi punti di vista, anche contrasti, ma alla fine prevale sempre l’interesse superiore di far parte di un medesimo sistema.

Per questo è necessario- si augura il presidente- che tutto il mondo agricolo metta in stand by gli interessi di parte e faccia sentire, in modo coeso, la forza e la rappresentatività di tutto il territorio in ogni sede istituzionale; solo in questo modo potrà giocare un ruolo diverso. Nel mio secondo mandato ho avuto la fortuna di partecipare in prima persona al grande evento di Expo; con Ats, Piacenza ha veramente realizzato “un gioco di squadra” in modo da poter affrontare, in modo efficace, un palcoscenico internazionale.

Certo ho dovuto affrontare anche momenti difficili e delicati come la crisi di Copador (che forse, ma la massima prudenza è d’obbligo, sembrerebbe in via di risoluzione ndr.) ed una lotta serrata ad una opprimente burocrazia che non è ancora conclusa ma che è condizione fondamentale per poter lavorare in modo diverso, con le medesime condizioni dei nostri competitor europei che, oltretutto, sono inferiori a noi per la qualità e la diversificazione produttiva. Il nostro made in Italy è vincente, ma a patto che, i costi produttivi possano essere paritetici. L’eccesso di burocrazia è appunto un costo ancora troppo elevato per noi. In questo momento ci sono, a parer mio, le condizioni per affrontare il futuro con un po’ di ottimismo. C’è un Ministro,Martina, che può dare una continuità alla politica agricola in Europa. Ci ha fatto l’onore di partecipare alla nostra assemblea appena eletto.

In Confagricoltura nazionale ci sarà un cambio dei vertici e dovrebbe essere eletto Massimiliano Giansanti un uomo capace ed esperto che saprà ben figurare per la sua azione in favore degli imprenditori. Così- conclude Chiesa- al nostro futuro presidente, con cui continuerò a collaborare in Consiglio, chiedo di mantenere il baricentro che ha sempre caratterizzato la mia azione: tutelare gli interessi dei soci sempre, in ogni sede istituzionale, con l’auspicio che anche in Europa il nostro paese possa, al livello agricolo, potersi confrontare con le medesime condizioni degli altri partner”.

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