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«Anche l'Ausl si senta chiamata in causa per la situazione nelle Cra, rischi devastanti per la cura delle persone»

Luigino Baldini (Spi Cgil), Aldo Baldini (Fnp Cisl) e Pasquale Negro (Uilp Uil): «La politica e gli enti preposti hanno la responsabilità della condizione di salute della popolazione del territorio piacentino e della qualità dei servizi erogati, in particolare ai più fragili, spesso pensionati»

«La politica e gli enti preposti hanno la responsabilità della condizione di salute della popolazione del territorio piacentino e della qualità dei servizi erogati, in particolare ai più fragili, spesso pensionati»: i pensionati di CGIL CISL UIL si rivolgono a chi, fino a questo momento, ha ritenuto «di non intervenire in merito al fenomeno delle dimissioni del personale delle CRA, le case per persone anziane ed invalidi che accolgono in grandissima maggioranza pensionati come ospiti, non di rado costretti a pagare rette molto alte rispetto alle proprie disponibilità economica».

«La nostra preoccupazione è alta - sottolineano Luigino Baldini (Spi Cgil), Aldo Baldini (Fnp Cisl) e Pasquale Negro (Uilp Uil) – assistiamo a un elevato turn over, abbandoni di massa e conflittualità tra le direzioni e le lavoratrici e i lavoratori. Sono segnali di una gestione che evidentemente non considera prioritaria la valorizzazione del lavoro, così facendo si rischiano ripercussioni sugli utenti, ossia esseri umani estremamente fragili, tra l’altro nelle condizioni di non poter esprimere facilmente il disagio ed eventuali mancanze. Non siamo semplicemente di fronte a una situazione di difficoltà nel reperire personale infermieristico ed operatori socio sanitari da parte della Cra».

«Nei giorni scorsi, infatti, sono stati forniti dati precisi, in particolare, per la CRA San Giuseppe, da parte delle categorie sindacali competenti. E’ emerso un quadro in cui le associazioni datoriali hanno rifiutato per lungo tempo un tavolo di confronto per affrontare organicamente i problemi del comparto, in particolare – spiegano – emerge una pratica deprecabile di turni di lavoro massacranti che influiscono sulla qualità dei servizi e sul benessere psico fisico degli operatori”, denunciati pubblicamente da una lavoratrice di una struttura piacentina».

«Per questo sottolineiamo l’assenza dal dibattito pubblico di chi ha la responsabilità di effettuare controlli sulla qualità dei servizi erogati quotidianamente dalle CRA piacentine. E’ ora che i decisori escano allo scoperto, prima di tutto per lanciare un segnale a parenti e utenti che si sentono spaesati, e sovente impauriti, di fronte a quello che emerge da questo spaccato di assistenza, e in parallelo per trovare soluzione in modo concertato. Stiamo parlando di strutture convenzionate – ricordano Spi, Fnp e Uilp - dove l’accreditamento conferisce alle organizzazioni, alle strutture sanitarie ed ai professionisti, già in possesso di autorizzazione sanitaria, lo status di "soggetto idoneo ad erogare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Nazionale. Prevede il possesso di requisiti ulteriori che fanno riferimento alla qualità dell’assistenza sanitaria e alle relative modalità di valutazione. Le CRA hanno in essere convenzioni con la sanità pubblica, quindi anche l’Ausl di Piacenza deve sentirsi chiamata in causa per il controllo di questa situazione che potrebbe rivelarsi devastante in termini di cura delle persone».

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