Annata agraria 2014, Coldiretti illustra un bilancio

Giovedì 18 dicembre alle ore 11, presso la Sala Consiglio di Coldiretti Piacenza, importante avvenimento di chiusura dell’anno agrario

In un contesto di discontinuità rispetto al passato e di tempi incerti rimane una certezza: il tradizionale appuntamento che Coldiretti dà agli organi di stampa alla fine dell’anno per fare un bilancio dell’annata che ci stiamo lasciando alle spalle e fare il punto di un settore portante dell’economia piacentina come l’agricoltura. Queste le parole del Presidente Coldiretti Piacenza Luigi Bisi nell’annunciare il tradizionale incontro che quest’anno avrà luogo giovedì 18 dicembre alle ore 11.00 presso la Sala Consiglio di Coldiretti Piacenza. I dirigenti delle maggiori strutture economiche territoriali, porteranno così i risultati dei diversi comparti che non solo disegnano i lineamenti della nostra provincia ma la sostengono con iniziative economiche e di sviluppo sostenibile che creano esternalità positive ed occupazione. Dal pomodoro, al lattiero caseario fino al vitivinicolo per arrivare al mondo dei servizi all’agricoltura come il sistema delle assicurazioni del Condifesa, il mondo della Bonifica, il consorzio agrario Terrepadane, il patronato Epaca ed il sistema creditizio con CreditAgri Italia. 

«L’annata agraria, ha proseguito il presidente, è un’occasione per fare il bilancio di un anno sul quale hanno inciso gli effetti dell’andamento climatico anomalo che si sono manifestati con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ma intense con nubifragi vere e proprie bombe d'acqua ma anche con una escalation nel surriscaldamento del pianeta». Il 2014 è stato infatti, nei primi dieci mesi, l’anno più caldo di sempre a livello mondiale con la temperatura media registrata sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,68 gradi celsius rispetto alla media del ventesimo secolo. «Si tratta di fenomeni, ha poi concluso Bisi, con i quali l’agricoltura che, a differenza delle attività industriali, si svolge all’aria aperta ed è quindi soggetta alle bizzarrie del tempo, oltre che alle difficoltà di mercato dovute alla crisi, è costretta a convivere e che hanno ovviamente inciso sui raccolti dei prodotti della dieta mediterranea con ricadute sui prezzi e sul Made in Italy».

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