Aop Latte Italia, le associazioni insieme per contare sempre di più

"Questa Aop Latte Italia vuole essere direttamente protagonista delle trattative, senza delegare nessuno a farlo in sua vece". Messaggio forte e chiaro quello scaturito dalla prima riunione dell'esecutivo del consorzio che si è svolta al caseificio Agri Piacenza latte a Cortemaggiore

I membri dell'esecutivo di Aop Latte

“In questo momento delicatissimo, quasi drammatico per il settore lattiero-caseario, con il prezzo del latte in forte ribasso, con i contratti da rinnovare, questo di AOP Latte Italia, è uno straordinario esempio di aggregazione; ora dopo la sua costituzione e dopo il recentissimo tempestivo riconoscimento da parte della Regione Lombardia, è necessario “allungare il passo”, rendere palese che, questa è una delle più titolate realtà produttive deputate ad essere interlocutore dell’industria per la definizione del prezzo, perché è quella che realmente, come tutte le vere O.P, detiene concretamente il prodotto. Quindi non un peso politico, ma bensì quello, ben più essenziale, ovvero l’economico. Questa AOP Latte Italia vuole essere direttamente protagonista delle trattative, senza delegare nessuno a farlo in sua vece”.

Messaggio forte e chiaro quello scaturito dalla prima riunione dell’esecutivo di Aop Latte Italia che si è svolta nella giornata del 5 novembre presso il caseificio Agri Piacenza latte a Cortemaggiore. Il Consorzio piacentino (che è riconosciuto, oltre che dalla regione Emilia- Romagna, dalla Lombardia), ha dato vita, com’è noto in settembre a questa associazione, unitamente a Latte Indenne e Santangiolina per la Lombardia, e Piemonte Latte per la Regione Piemonte. Oltre mille soci, in pratica 10 milioni di quintali di latte (poco meno del  10% del latte italiano), di cui oltre 7 milioni di quintali destinati a DOP (principalmente Grana Padano). Con l’obiettivo dichiarato di raggiungere, entro il prossimo triennio, almeno 20 milioni di quintali di latte gestito.

Ed il primo atto ufficiale è previsto nell’incontro di Mercoledì 2 dicembre a Montichiari, dove saranno presenti tutti i consigli (ed i soci che lo desiderano) delle O.P aderenti, riunione alla quale saranno invitate anche le istituzioni: gli assessori e funzionari delle tre Regioni aderenti, il MIPAF, le altre O.P che operano all’interno delle tre Regioni, i Consorzi del Grana padano e del Parmigiano-Reggiano ed i vertici di Assolatte, nonché le Organizzazioni professionali.

L’intento è quello di proporsi come il reale contraltare del comparto lattiero- caseario, per cominciare a dialogare e ragionare con tutto il “sistema latte” nazionale, nella consapevolezza che per uscire dall’attuale empasse, sia essenziale il concorso di tutti coloro che operano nel comparto, sia per la definizione dei prezzi o di eventuali indicizzazioni (di cui si parla), come della programmazione per i piani produttivi che saranno varati a breve dal Consorzio del grana padano, il tutto nell’ottica di un nuovo e più significativo ruolo che nel “pacchetto latte” della Ue si assegna, giustamente, ai produttori ed, ovviamente, alle associazioni di prodotto che li rappresentano.

La riunione è stata naturalmente anche l’occasione per fare il punto sui contratti giunti ormai quasi alla loro naturale scadenza, il tutto in un’ottica di coesione per far valere la forza della nuova associazione.

Questa AOP è stata infatti progettata- è stato ribadito- per avere un ruolo prettamente economico; per questo cercherà in tutti i modi e con ogni mezzo a disposizione, di valorizzare al meglio il latte dei suoi oltre 1.000, aperta a tutte le Op italiane che detengono il prodotto e che decideranno di condividere il suo percorso.

Il consiglio di amministrazione che affianca il Presidente Carlo Mizzi, è formato da dieci allevatori, con tre vicepresidenti: Guido Bardi (Agri Piacenza Latte) per l’Emilia Romagna, Michele Cerutti (Piemonte Latte) per il Piemonte, e Francesco Martinoni (Latte Indenne)  per la Lombardia. Nel consiglio anche Marco Lucchini presidente di Agri Piacenza latte. La direzione, per i primi tre anni, è stata affidata a Marco Ottolini attuale direttore di Agrilatte mentre il direttore di Agri Piacenza latte Roberto Arata (con lui Giorgio Fontana di Santangiolina) provvederà al supporto tecnico.

Si tratta dunque di una forte risposta alla grave crisi che ha investito tutto il mondo del latte europeo; questo momento impone un cambio di strategia e di passo fondamentale per invertire la tendenza. Non a caso la prima iniziativa che si affronta è quella relativa al prossimo rinnovo dei contratti dove gli allevatori si presentano uniti alle trattative.

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