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Aop Latte Italia: tutto il latte del Nord Italia alla presentazione ufficiale a Montichiari

Tre regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna), un fatturato di 320 milioni di euro, quasi mille soci, 1 milione di tonnellate di latte commercializzato (il 10% del totale italiano). A Montichiari l'assemblea programmatica dell'Associazione di Organizzazioni di Prodotto tra cui Agri Piacenza Latte

aoplatte5-2commercializzato (il 10% del totale italiano): presentazione ufficiale mercoledì a Montichiari, nella sala conferenze della cooperativa Agricam, dell’Associazione di Organizzazioni di Prodotto, AOP Latte Italia. Presente tutto il mondo del latte del Nord Italia, rappresentato dagli allevatori, dalle cooperative, dagli industriali e dai rappresentanti dei Consorzi, tra cui Agri Piacenza Latte tra i fondatori della AOP, con Santangiolina Latte, Latte Indenne e Piemonte Latte, una associazione economica dunque che può rappresentare una realtà innovativa nel complesso panorama del comparto e con potenzialità di crescita non indifferenti, considerate le “dichiarazioni di intenti” registrate nel corso della riunione che è stata coordinata dal presidente del Gruppo Latte di Copa-Cogeca, Tommaso Mario Abrate.

Il presidente Carlo Mizzi ha sottolineato come gli obiettivi “siano quelli di aumentare la base sociale, aggregando altre OP. Un’associazione “nata dal basso”, per volontà dei direttoti delle O.P per uscire dalla crisi aggregandoci e ragionare come unica filiera”. Secondo Marco Ottolini direttore della O.P (coadiuvato dai direttori tecnici Roberto Arata e Giorgio Fontana)  “è fondamentale concentrare l’offerta per ottenere un prezzo più equo, ma anche per orientare la politica del settore. Durante il blocco messo in atto da Lactalis, Latte Italia ha raccolto 5mila quintali di latte in un giorno, dimostrando il ruolo strategico di questa aggregazione nella gestione dei periodi di crisi”. Il direttore Ottolini ha confermato che sono in corso i contatti con diverse importanti cooperative per l’ingresso nella nuova AOP. “Puntiamo a crescere arrivando entro il prossimo triennio almeno a 2 milioni di tonnellate di latte gestito. Siamo perciò aperti ad altre OP italiane che vogliono condividere con noi questo percorso”.

 E’ seguita una tavola rotonda nella quale è stato chiesto con decisione al mondo istituzionale l’avvio di una campagna per il sostegno del consumo di latte e dei derivati, spesso oggetto di commenti denigratori. “L’AOP, come ha detto il vicepresidente Martinoni, è ora una realtà, che deve lavorare per permettere il riconoscimento del giusto valore del prodotto italiano, il migliore del mondo”. Presenti gli assessori all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava e del Piemonte, Giorgio Ferrero e la dott. Roberta Chiarini in rappresentanza dell’assessorato dell’Emilia Romagna. Presenti in rappresentanza dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, il presidente del consorzio Grana Padano, Cesare Baldrighi, , il vicepresidente nazionale di Fedagri-Confcooperative, Fabio Perini. Ai lavori presente anche il vicepresidente nazionale di Coldiretti, Ettore Pradini.Per Assolatte (gli industriali della trasformazione) il vicepresidente Antonio Auricchio, mentre il Consorzio Grana Padano era rappresentato dal presidente Nicola Cesare Baldrighi e dal direttore Stefano Berni.

“La programmazione produttiva- ha rimarcato Baldrighi- è fondamentale per il settore. Siamo certi che strumenti come questa AOP possono entrare in pieno nel processo di programmazione, ad esempio con l’impegno a ritirare il latte in eccesso che non va alla produzione dei formaggi Dop”. Abrate ha chiesto “un maggiore coinvolgimento della grande distribuzione organizzata negli accordi di filiera”, mentre secondo Perini “occorre trovare la giusta remunerazione in tutta la filiera per dare poi un risultato al consumatore‎. Ciò si ottiene anche con la trasparenza nei rapporti”.

“Un Paese che vuole garantire la propria sovranità alimentare aoplatte4-2- ha detto Fava che non ha voluto commentare l’accordo sul prezzo del latte- deve salvaguardare la produzione di materia prima. Anche con forme di ammortizzatori in grado di compensare le oscillazioni dei prezzi. Su questo l'Aop Latte Italia è chiamata a valutare, a partire dalla Conferenza Stato-Regioni, le modalità di compensazione all'eccessiva volatilità di mercato sul modello adottato negli Usa con il Farm Bill, su cui insisto da diverso tempo. Il Piano operativo nazionale che il Mipaaf  ha deciso di trattenere a livello centrale, ha una dotazione di 1 miliardo e 640 milioni di euro; sono soldi degli agricoltori, incrementabili con un intervento del privato. Io ho semplicemente rilevato - ha aggiunto provocatoriamente l'assessore - quello che accadeva nel grande mercato americano: ma che lo proponesse la Lombardia era sospetto. Su questi temi, alla luce di quanto accaduto giovedì scorso per il latte, ascolterò le proposte degli altri e mi accoderò. Oggi poi mi occuperò di problemi di altri settori, dall'avicolo ai suini.
Abbiamo scelto di imprimere una forte accelerazione alla nascita di questa Aop, facendo una scelta di campo precisa - ha detto Fava - perché abbiamo creduto fosse giusto farlo. Inammissibile è stato invece che un ministero ci mettesse due anni per fare il suo mestiere, senza che eccepisse. Sarebbe una sciocchezza se il decreto venisse impugnato, il mondo del latte non lo vorrebbe. Lo dimostra anche la platea qui oggi riunita, il mondo del latte  voleva qualcosa di diverso. La nostra è stata una scelta di responsabilità e a ottobre abbiamo scelto di dare il via all'Aop, una soggetto di aggregazione che punta a trovare soluzioni per nuove forme di compensazione a sostegno del reddito e delle produzioni”.

“La gestione della filiera- ha detto la Chiarini- presuppone una crescita culturale; Agri Piacenza latte è il frutto di una percorso produttivo ed economico, un modello per una Regione con 41 tra Dop ed Igp. La filiera deve crescere come un alveare dove ognuno svolge il proprio compito e consente una più equa distribuzione del reddito”. “La politica - ha ribadito Ferrero - deve solo supportare l’imprenditorialità ad affrontare un mercato sempre più internazionale e di fascia medio-alta. Bisogna innovare, con prodotti nuovi e dare sempre nuovi stimoli”.

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