«Cloud e intelligenze artificiali? Serve investire nelle competenze e nell’educazione digitale»

L'industria 4.0 al centro dell'assemblea di Confindustria Piacenza che si è tenuta all'università Cattolica. Il presidente Rota ha anche lanciato un appello al sindaco Barbieri sul nuovo ospedale

(Fotoservizio Romagnoli)

Un’assemblea tutta orientata verso il futuro quella di Confindustria che si è svolta presso l’Auditorium “Mazzocchi” dell’università Cattolica di Piacenza di fronte ad un parterre delle grandi occasioni. Non a caso l’ospite d’onore è stato Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’istituto italiano di Tecnologia di Genova che ha svolto una vera e propria “Lectio magistralis” sul ruolo della scienza e della tecnologia per il prossimo futuro «che non va per forza incrementato; abbiamo tanti tunnel per il passato, grazie alle più recenti scoperte, ma altrettanti ci sono per il futuro».

L’appuntamento è stato anche l’occasione, nei saluti del presidente Alberto Rota, di un appello al sindaco Patrizia Barbieri per costruire un nuovo ospedale moderno ed efficiente che possa rendere il nostro territorio ancora più attrattivo. «Non mi interessa - ha detto - dove verrà costruito perché la decisione spetta alla politica, ma vorrei che, il prossimo anno, prima che termini il mio mandato, si possa posare la prima pietra».

Un invito fatto proprio dal sindaco Patrizia Barbieri che si è detta «ottimista per il futuro, se tutti lavoreranno insieme per rendere Piacenza protagonista. Competizione e collaborazione non sono in antitesi; c’è un tavolo strategico per cercare di dare tutte le diversificate risposte alla nostra città».

«Un compito, quello della Provincia - ha detto il presidente Francesco Rolleri - che l’ente ha portato avanti con determinazione per creare valore al territorio, senza arrendersi, nonostante i tagli, di fronte alle sfide; lo abbiamo fatto razionalizzando le spese e con investimenti mirati per strade e scuola».

Rota ha detto che «il mondo è cambiato completamente, ma è il nostro mercato. Siamo un po’ indietro nella competizione rispetto ad altri paesi trainanti, ma abbiamo compiuto significativi progressi e siamo usciti dalla crisi. Abbiamo bisogno di infrastrutture e di lavorare nel rapporto scuola-lavoro e soprattutto di una burocrazia più snella; solo così potremo essere attrattivi, ma dobbiamo agire insieme».

Sull’industria 4.0 ha detto che «prima di tutto ha portato vantaggi fiscali che vanno utilizzati per investire in tecnologia ed innovazione, con l’obiettivo di compiere un salto culturale e di mentalità. Dobbiamo formare ed informare, con una sostenibilità economica, sociale ed ambientale per il futuro».

Il professor Daniele Fornari ha illustrato la ricerca compiuta dagli studenti del laboratorio Rem Lab della Facoltà sull’industria piacentina 4.0 che «gode di buona salute, ma che avrebbe bisogno di una riqualificazione e di formazione continua professionale e di integrazione tra le diverse aree aziendali. Meglio sono andati coloro che hanno investito nelle nuove tecnologie, soprattutto logistica e produzione. Ma bisogna investire nelle competenze e nell’educazione digitale. Il modo migliore per investire per il futuro - ha detto citando Alan Kay - è inventarlo».

E chi meglio di Cingolani poteva trattare del futuro, perché a Genova, nella struttura da lui diretta, il futuro è “di casa”.  «Il digitale - ha detto - è una lingua sofisticata; quello che conta è la tecnologia hardware di cui dobbiamo avere il controllo. E non è vero che ci sia la fuga dei cervelli, se garantiamo le regole. Una società - ha spiegato - cresce con la potenza procapite che è concentrata in poche mani: Usa, Europa e Cina. Garantiamo e ridistribuiamo potenza e calerà anche l’emigrazione. La società impiega del tempo a metabolizzare l’innovazione, ma ci vuole una società informata, perché tutta la vita oggi è un continuo aggiornamento».

Ha poi trattato del ruolo della scienza e della tecnologia: «Quella del futuro sarà l’energia portatile. Ma anche la medicina del futuro cercherà di far vivere l’uomo bene fino all’ultimo giorno grazie anche alle macchine intelligenti e alle nanotecnologie. Sarà personalizzata e predittiva» ed ha ricordato la mano robotica educata direttamente da chi la indossa. È difficile che una macchina nei prossimi tempi possa essere totalmente autonoma come un essere umano. E’ possibile uguagliare e superare la potenza computazionale dell’uomo con una macchina, ma con costi energetici enormemente superiori a quelli del cervello umano». 

«Se vogliamo pensare a macchine che siano veramente utili, dobbiamo iniziare a pensare che i loro codici di intelligenza artificiale e i loro dati siano in una infrastruttura cloud, connessa e raggiungibile molto rapidamente. Il clouddove risiede tutta l’intelligenza di queste macchine dovrà quindi essere accessibile in una frazione di secondo e contemporaneamente da milioni di macchine. Cosa faranno queste macchine? Ci aiuteranno nel miglioramento della produzione (industria 4.0 e oltre) o anche come assistenti personali in casa e al lavoro».

«La scienza dei dati giocherà un ruolo importantissimo nel futuro: dal sistema fiscale a quello sanitario. Si potranno per esempio mettere in relazione le spese farmaceutiche con l’incidenza di certe malattie, per verificarne l’impatto a livello locale e nazionale. E si potrà correlare il profilo genomico di ciascun cittadino con la sua alimentazione, lo stile di vita arrivando a prevedere con buona precisione la probabilità di contrarre determinate malattie. Ma per questo sono necessarie regole che deve dare lo Stato. Ma è fondamentale costruire un codice etico e regolatorio per macchine intelligenti, condividendo il percorso con gli umanisti, gli etici, i filosofi, recuperando quella multidisciplinarietà necessaria ad affrontare i grandi cambiamenti e le grandi sfide del pensiero umano».

Al termine, un lungo applauso per Cingolani ed una ghiotta “testimonianza” dei prodotti di eccellenza del territorio piacentino.

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