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Economia

Assemblea di bilancio Agriform: «Fare massa critica per vincere sui mercati»

Piccolo è bello, ma per vincere sui mercati, sempre più internazionali, è necessario fare massa critica. Questa è stata la scelta della cooperativa Agriform di Sommacampagna in provincia di Verona, una tra le realtà più importanti per l’export dei formaggi Dop in Italia (di cui fanno parte anche i caseifici cooperativi piacentini S. Vittoria di Chero di Carpaneto e Canalone di Cortemaggiore) poi confluito in Parmareggio Spa  ed ora Caseifici Granterre Spa, uno dei maggiori player del food made in Italy e leader nella produzione e commercializzazione di formaggi stagionati Dop, in grado di coniugare una grande capacità industriale e una solida vocazione internazionale con elevati standard di responsabilità sociale. Un concetto che è stato ribadito (e sottolineato a più riprese nell’intervento di alcuni soci che hanno evidenziato apprezzamento per le scelte strategiche adottate) nel corso dell’assemblea di bilancio che si è svolta nella sede Agriform di Sommacampagna, presenti il presidente Domenico Basso, il suo vice Alessandro Mocellin ed il Consigliere delegato Nisio Paganin. Con loro il Presidente di GranTerre Ivano Chezzi, l’amministratore delegato Giuliano Carletti, il direttore commerciale Maurizio Moscatelli, il vicepresidente di Confcooperative Giovanni Guarnieri. Per i caseifici piacentini Fausto Gandolfi (con alcuni soci) e Michele Dallavalle. Ha portato il proprio saluto anche il sindaco di Sommacampagna Fabrizio Bertolaso che ha sottolineato l’importanza di Agriform per lo sviluppo occupazionale del territorio.

Un bilancio più che soddisfacente approvato dai soci all’unanimità e preceduto, come di consueto, dall’esaustiva relazione di Nisio Paganin sul settore lattiero-caseario.
Paganin ha invitato tutti «a distinguere tra la pletora di informazioni. spesso confuse ed aleatorie, cui quotidianamente siamo sottoposti ed a eseguire una cernita accurata che sia di base per compiere scelte corrette e predisporre strategie vincenti. Nel 2022 pandemia, conflitto in Ucraina e siccità sono gli avvenimenti che hanno più condizionato l’economia determinando una spinta inflattiva generata nel Nord Europa che è stata “scaricata” sull’export. Per questo - ha chiarito - la bilancia commerciale dei formaggi cresciuta costantemente negli anni, si è fermata. Ora la vera sfida è quella di cercare di trasferire a valle l’inflazione».

Dopo avere fornito alcune cifre a supporto di questa analisi, sia sul prezzo del latte fresco, come dello spot (entrambi in forte crescita ma ora il secondo in discesa) e dei formaggi grana padano e parmigiano- reggiano (il primo in questo momento ha assottigliato la differenza di prezzo), ha ribadito la bontà della scelta di confluire in GranTerre che oggi fattura oltre 700 milioni di Euro per i formaggi (più ottocento per i salumi), «una nuova identità - ha concluso Paganin - a cui occorre uniformarsi con gradualità, condividendone con consapevolezza i valori».

Concetti ribaditi da Maurizio Moscatelli (dobbiamo saper decidere come crescere e con quale governance affrontare le sfide future, lavorare sul senso di appartenenza e comunicare adeguatamente ciò che siamo), da Ivano Chezzi e da Giuliano Carletti, mentre Fausto Gandolfi ha ribadito che «entrare in Agriform è stata la conferma di una governance che ha sempre avuto alla sua base i valori della cooperazione, quelli che ci permettono di crescere e far prosperare chi opera al suo interno, ma anche la società nel suo complesso».

Mirco De Vincenzi di Clal ha poi presentato una dettagliata analisi del comparto, ricordando che oggi c’è una minor disponibilità di mais e soia e pertanto aumentano i costi di produzione che per fortuna ora stanno un po’ rallentando, così come il surplus di prodotto Ue (dopo la penuria dello scorso anno) ha determinato una diminuzione dei prezzi del latte, ma per fortuna tiene molto bene l’export +6%). In diminuzione i consumi, ma con valori in aumento; ripresa dell’offerta europea di latte e quindi diminuzione (dopo molti mesi) del latte spot e ripresa dell’import dalla Germania. Insomma il settore lattiero-caseario resta un fiore all’occhiello dell’agro-alimentare italiano, ma per vincere le sfide del futuro è necessaria l’aggregazione di tutti i soggetti della filiera.

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