«Assicurazioni agricole, per ora è arrivato solo l’anticipo»

Cavanna: «Il resto arriverà nei primi mesi del 2021 con l’approvazione del regolamento transitorio che rifinanzia la Pac per due anni, prima dell’entrata in vigore della nuova Politica agricola comune con i nuovi piani strategici»

Il 2020 termina con  il “brivido” per gli agricoltori che hanno sottoscritto contratti assicurativi rientranti nel regime delle polizze agevolate perché sulla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre scorso è stato pubblicato il decreto del Mipaaf riguardante la presentazione delle domande di sostegno per la campagna assicurativa 2020 delle colture vegetali. Stabilisce infatti che il contributo pubblico da corrispondere è pari al 30% della spesa ammessa e l’aliquota scende al 28% per le polizze che coprono solo due rischi. 

Bisogna ricordare che l’aiuto pubblico spettante agli agricoltori avrebbe dovuto arrivare a coprire fino al 70% della spesa ammessa a contributo; aliquota che scende al 65% per le sole polizze che coprono due avversità, scelte tra quelle di frequenza (eccesso di neve, eccesso di pioggia, grandine, venti forti).

«Tuttavia  - rassicura il direttore di Condifesa Piacenza Stefano Cavanna-  possiamo stare tranquilli, perché si tratta di un anticipo (30%): il resto arriverà nei primi mesi del 2021 con l’approvazione del regolamento transitorio che rifinanzia la Pac per due anni, prima dell’entrata in vigore della nuova Politica agricola comune con i nuovi piani strategici».

Ma qual è stato il motivo di un decreto di questo tenore da parte del Mipaf ? E’ semplice: si è verificata una momentanea  (si auspica) carenza di risorse finanziarie disponibili per erogare i contributi a favore del regime delle assicurazioni agevolate. È probabile che tutto possa essere risolto in tempi ragionevoli, una volta che ci sarà l’approvazione del bilancio pluriennale comunitario per il settennio 2021-2027 e si potrà quindi contare sulla disponibilità della quota dei fondi agricoli spettante all’Italia per l’annualità finanziaria 202, che è iniziata lo scorso 16 ottobre e terminerà il 15 ottobre dell’anno prossimo. Resta il fatto che in futuro è possibile si presenti ancora il problema della carenza di fondi per soddisfare le domande presentate dagli agricoltori, sia per la crescita del numero di agricoltori che si assicurano, sia per effetto del maggiore costo.

«A differenza di altre misure- ricorda Cavanna- questa è sempre molto efficace perché si spendono tutte le risorse. Ricordo con chiarezza- prosegue il direttore di Condifesa-  che nel 2015 in tutto il sistema “Assicurativo agricolo” di fronte al grande stanziamento di risorse (Pac 2014-2020 1,64 miliardi di euro) si supponeva che sorgessero difficoltà ad impegnare tutte quelle risorse. Oggi- commenta Cavanna- dobbiamo invece prendere atto che a causa del cambiamento climatico (con i relativi danni ed aumenti dei costi assicurativi), si è verificato un maggiore ricorso da parte degli agricoltori degli strumenti assicurativi agevolati ha portato ad impegnare risorse maggiori di quelle disponibili. E questo va considerato un successo. Noi come Consorzio da anni ci impegniamo a diffondere nel mondo agricolo la cultura assicurativa, consigliando ai nostri associati le migliori polizze in riferimento alle loro produzioni e seguiamo per conto loro l’iter burocratico necessario all’ottenimento del contributo pubblico. Anche in questa occasione- conclude Cavanna- monitoreremo tutti gli attori affinché i nostri associati percepiscano la totalità del contributo spettante e nel minor lasso di tempo possibile. Gli uffici rimangono comunque a disposizione per tutti i chiarimenti relativi alle pratiche ed ai conteggi».

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