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Sfulcini e Cavanna

Sfulcini e Cavanna

Assicurazioni mondo agricolo: tutto più semplice con i valori standard

La grande novità per le assicurazioni agricole per quest’anno è l’adozione dello Standard Value, ovvero un nuovo metodo di calcolo del valore assicurato ammesso a contributo pubblico

La grande novità per le assicurazioni agricole per quest’anno è l’adozione dello Standard Value, ovvero un nuovo metodo di calcolo del valore assicurato ammesso a contributo pubblico.

«Si tratta - spiega Stefano Cavanna direttore di Condifesa Piacenza (il presidente è Gianmaria Sfulcini) che proprio in questi giorni sta avviando la campagna assicurativa ormai fondamentale per la copertura di tutti i rischi connessi alle produzioni agricole di qualità del nostro territorio - di una importantissima semplificazione da anni richiesta ed attesa dal mondo agricolo, che avrà un impatto positivo sia in fase di copertura dei rischi, sia nell’accorciare i tempi di erogazione del contributo pubblico agli agricoltori assicurati».

«In pratica - chiarisce - il valore standard costituisce “il valore soglia ammissibile” ritenuto congruo per definizione ai fini della spesa ammessa a contributo. E’ stato ideato da Ismea ed è stato reso possibile dopo un importante negoziato con la Commissione europea, che ne ha approvato l’introduzione, nonché la metodologia di calcolo, basata su dati statistici di serie storiche pluriennali desunte dal “data set” delle polizze assicurative agricole; rilevazioni in campo e valutazioni agronomiche; disciplinari di produzione per i prodotti tutelati da marchi comunitari (Dop e Igp). Dati poi sottoposti alla valutazione di gruppi di esperti e in ultimo validati dalla Conferenza Stato-Regioni e Provincie autonome».

In pratica la componente prezzo non è riferita al valore medio della campagna appena chiusa, ma alla media triennale dei valori di mercato. L’introduzione dello Standard value consente di lasciare alle spalle il tema resa che in questi anni ha causato diversi ritardi nell’erogazione del contributo, per la complessità dei controlli.

«Sostanzialmente il superamento del tema della resa storica - ribadisce Cavanna - consentirà l’adesione al sistema agevolato di diversi territori che in passato, proprio per l’incongruità delle rese ammesse a contributo rispetto alle produzioni effettive, erano rimaste fuori dal sistema agevolato. Ciò significa che l’agricoltore in fase di rilascio del Pai non deve più fornire la cinquina dei dati relativi alla produzione degli anni precedenti, ma dovrà scegliere il valore della produzione realmente attesa che attraverso la combinazione con la componente prezzo determinerà il valore assicurato. Nella fase di rilascio del Pai è previsto anche un sistema di alert che avverte qualora il valore assicurato superi lo Standard value previsto per quel prodotto».

«Se l’agricoltore con la sua produzione rimane all’interno di questo valore, praticamente viene completamente azzerata la fase di controllo, eccezion fatta per la rispondenza della superficie messa in copertura rispetto a quella riportata nel fascicolo aziendale. Rimane infatti inalterato il vincolo di assicurare tutta la superficie prodotto/comune. Una semplificazione - chiosa Cavanna - non da poco». E ancora: «Per le aziende che non si riconoscessero nel valore standard proposto dal Pai, c’è comunque la possibilità di inserire un proprio valore: ovviamente questo comporterà la necessità di allegare una documentazione probante a supporto di tale valore, in tal caso per il riconoscimento della spesa ammessa a contributo. Questi certificati avranno un’istruttoria specifica, al termine della quale se i controlli saranno positivi, sarà riconosciuta come spesa ammessa quella assicurata, in caso diverso sarà ricondotta a quella prevista dal relativo valore standard».

Per facilitare la transizione verso l’adozione dello Standard value, Ismea ha prodotto un simulatore “ASSInCampo”, che presto sarà disponibile on line con lo scopo di aiutare l’agricoltore a costruire il proprio certificato definendo partita per partita il valore assicurato stando nel limite del valore standard. «Insomma - conclude Cavanna -  perdono sistematicamente solo gli agricoltori che non si assicurano ma considerando che i cambiamenti climatici e il continuo aumento di fenomeni estremi sono una realtà, richiede l’introduzione di nuovi elementi nel sistema, capaci di dare risposte alle necessità del comparto agricolo. Ci auguriamo ora che aumenti sempre di più il numero delle aziende assicurate. I nostri uffici come sempre sono a disposizione per ogni chiarimento».

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