Associazioni piscatorie, nel Piacentino in arrivo 700mila uova di trota fario. Arci Pesca: «Siamo soddisfatti»

E' stata approvata il 29 gennaio la Convenzione tra la regione Emilia Romagna e le associazioni piscatorie per lo svolgimento delle attività connesse alla tutela alla promozione della fauna ittica presente sul territorio regionale. In arrivo 704mila uova di trote fario. Arci Pesca: «Massimo collaborazione e ottimo lavoro»

Trota Fario (foto Web)

E' stata approvata il 29 gennaio la Convenzione tra la regione Emilia Romagna e le associazioni piscatorie per lo svolgimento delle attività connesse alla tutela alla promozione della fauna ittica presente sul territorio regionale. «Siamo molto soddisfatti, abbiamo lavorato molto per arrivare a questo risultato, abbiamo collaborato e sostenuto le nostre idee senza mai farci la guerra». Lo ha dichiarato Enzo Savoretti, presidente provinciale e regionale di Arci Pesca Fisa. Con lui hanno firmato il protocollo le altre tre associazioni riconosciute: Fipsas, Comitato Emilia Romagna Pescatori a Mosca e Aics Comitato regionale Emilia Romagna.

La Regione ha stanziato 233.700 euro totali per il 2018 e 2019 che si divideranno le quattro associazioni: ad Arci spettano 79.460 euro, a Fipsas 137.080 euro, a Comitato Emilia Romagna Pescatori a Mosca 6760 euro e a Aics Comitato regionale Emilia Romagna 10.400 euro. L'Arci Pesca a Piacenza avrà a disposizione nello specifico 13.243 euro in due anni da destinare alle quotidiane attività sul territorio.  Al Piacentino la Regione ha destinato, finanziando per intero la spesa, 704mila uova di trota fario che saranno messe negli incubatoi di Canadello di Ferriere, Lugagnano e Bobbio e rilasciate, una volta cresciute, negli affluenti  del Trebbia, Aveto, Arda e Tidone. «L'anno scorso avevamo ottenuto solo 350mila uova, averne il doppio per noi molto importante, tenendo conto dell'alta mortalità di questa specie», ha dichiarato Savoretti. Non solo, verranno anche rilasciate comunque trote adulte. La Regione ha anche predisposto la divulgazione del regolamento e delle direttive che verranno stampati e poi messi a disposizione delle associazioni. 

A partire dal 2018 saranno attivi gli incubatoi di Bobbio e Lugagnano gestiti rispettivamente da Enal Pesca e Fipsas, mentre quello di Ferriere continuerà ad essere gestito da Arci. Le trote fario andranno a ripopolare le acque devastate dall'alluvione del 2015 e potranno essere pescate se raggiungono 25 centimentri di lunghezza, altrimenti dovranno essere rilasciate. «L'attivazione di altri due incubatoi è un passo importante e significativo che riconosciamo alla Regione con la quale abbiamo collaborato con la massima disponibilità con il fine comune di ripristinare l'enorme danno dell'alluvione, o per lo meno di limitare gli effetti devastanti che ha provocato nelle acque». Prosegue Savoretti. La convenzione entrerà in vigore il 25 marzo in concomitanza con l'apertura della pesca alla trota.  «Ci auspichiamo - conclude Savoretti - che vengano presto attivati degli studi specifici sul territorio per concentrare meglio gli sforzi delle varie associazioni e agire nel dettaglio secondo le diverse caratteristiche che contraddistinguono le varie aree di intervento. Siamo lieti anche di avere finalmente una convenzione comune per tutta la regione. Aspettiamo anche che venga riattivato il servizio di vigilanza fondamentale per il territorio»



 

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