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il direttore di Sede di Unicatt  Mauro Balordi il Presidente Francesco Rolleri ed il Pro Rettore Dario Zaninelli in procinto di firmare nella sala dell'Alma Mater di Bologna

il direttore di Sede di Unicatt Mauro Balordi il Presidente Francesco Rolleri ed il Pro Rettore Dario Zaninelli in procinto di firmare nella sala dell'Alma Mater di Bologna

Imprese e Atenei insieme per le nuove lauree tecniche connesse al sistema produttivo del territorio

In Emilia-Romagna nasce la Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale: Politecnico di Milano, Polo territoriale di Piacenza, Università Cattolica Campus di Piacenza e Confindustria Piacenza tra i soci fondatori

Nasce la Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale (Fup): un partenariato pubblico-privato che connette mondo universitario e reti industriali del territorio emiliano-romagnolo per la progettazione, la promozione e la gestione delle nuove lauree ad orientamento professionale. Politecnico di Milano – Polo territoriale di Piacenza e Università Cattolica del Sacro Cuore – Campus di Piacenza, Università di Bologna, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma, sono i soci fondatori universitari, a cui si affiancano Confindustria Emilia Centro, Confindustria Piacenza, Confindustria Romagna, Unione Parmense degli Industriali, Unindustria Reggio Emilia e l’Associazione Scuola Politecnica ITS Emilia-Romagna. Le lauree ad orientamento professionale sono corsi di studio triennali fortemente incentrati sulla formazione tecnica - come spiega la nota congiunta degli enti piacentini coinvolti - pensati per formare personale altamente qualificato e specializzato nei diversi settori dell’ecosistema produttivo e garantire così il continuo sviluppo del sistema Paese. «Non a caso, la collaborazione tra università ed attori del territorio per lo sviluppo della formazione professionalizzante è uno dei punti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), attualmente in fase di elaborazione da parte del Governo, che definisce le linee guida per l’utilizzo dei fondi europei Next Generation EU. Aumentare l’offerta di percorsi di laurea professionalizzanti è infatti fondamentale per far crescere il numero di laureati in Italia, in particolare nel comparto tecnico: un dato che oggi vede il nostro paese al 27,6%, molto al di sotto della media europea (41,6%). Con questo obiettivo, è quindi importante fare sistema su base regionale, con un progetto di ampio respiro che permette di raggiungere numeri consistenti. La nascita della Fondazione per la Formazione Universitaria a orientamento professionale permetterà quindi di ampliare l’offerta di questo tipo di corsi di studio, anche in una logica intrateneo, che saranno sviluppati in stretta connessione con il sistema produttivo del territorio. In questo modo gli studenti potranno acquisire una preparazione universitaria di alto livello tecnico e scientifico, anche grazie alla possibilità di realizzare parte delle attività formative direttamente all’interno delle aziende. La Fondazione provvederà infatti alla gestione delle attività formative integrative, dei laboratori e dei tirocini, e sosterrà azioni e servizi per l’orientamento, il diritto allo studio e per l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. La partecipazione della Scuola Politecnica Its Emilia-Romagna fungerà inoltre da raccordo e permetterà di favorire azioni condivise di orientamento nell’accesso, con l’obiettivo di incrementare il numero complessivo dei giovani con specializzazione tecnica, scientifica e professionale e di favorire la continuità dei percorsi di ciascuno».

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«Quando ci è stato proposto questo progetto abbiamo immediatamente pensato che avrebbe completato un lavoro che stiamo facendo sulla formazione tecnica a diversi livelli e rivolto sia ai ragazzi che alle ragazze: con i poli scolastici del territorio; sul fronte Its dove stiamo operando per portarne a Piacenza uno ad indirizzo meccanico; con le Università ed i centri di ricerca locali. Chiudere l’offerta formativa con le lauree professionalizzanti è stata quindi una decisione molto opportuna, tanto più ora che la transizione verso Industria 4.0, il crescente processo di digitalizzazione, l’attenzione verso le energie green e la tutela ambientale richiedono competenze specialistiche crescenti. La presenza in questa Fondazione degli atenei piacentini, che abbiamo favorito lavorando in stretta sinergia con le Università della Regione e con le altre Associazioni confindustriali, consente a Piacenza di partecipare al progetto in maniera unitaria e con forte radicamento sul territorio» afferma il presidente di Confindustria Piacenza Francesco Rolleri. «L’Università Cattolica ha manifestato da subito la volontà di partecipare a un’iniziativa che potrei definire “storica” in quanto è la prima del suo genere in Italia» sottolinea Mauro Balordi, Direttore della sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Un’iniziativa che stringe uno stretto rapporto tra Università e imprese, e che andrà a formare personale tecnico altamente specializzato nella direzione richiesta dal mercato del lavoro. E mi fa particolarmente piacere che i due Atenei piacentini e Confindustria Piacenza abbiano saputo fare squadra al servizio dei giovani del territorio. La sede di Piacenza dell’Università Cattolica, con le sue tre Facoltà, potrà dare un significativo contributo formativo». «Il Politecnico di Milano, Polo di Piacenza aderisce a questa iniziativa per sperimentare un nuovo percorso formativo di tipo professionalizzante d’intesa con altre università della regione Emilia-Romagna e le Associazioni confindustriali del territorio – dichiara il prorettore, professor Dario Zaninelli - questa nuova esperienza formativa è di particolare interesse per una regione ricca di imprese che puntano sulla innovazione tecnologica e che possono trovare con le Università modelli formativi che permettono di incrementare il livello di conoscenza e quindi di impiego dei nostri giovani».  Dare rilevanza agli aspetti applicativi che gli allievi possono trovare presso l’industria può consentire anche da noi la creazione di figure professionali che i Paesi del Centro-Nord Europa hanno con successo già sperimentato. In questo modo si potrà limitare l’effetto dell’abbandono post diploma di scuola superiore e orientare verso il mondo del lavoro risorse umane oggi richieste ma non reperite dal nostro settore produttivo». «Quello siglato oggi è un accordo storico, il primo in Italia, modello di una nuova alleanza tra sistema della formazione e università per una nuova buona occupazione» dichiarano gli assessori regionali all’Università, Paola Salomoni, e alla Formazione e allo Sviluppo, Vincenzo Colla. «È un’operazione che si inserisce nel Next Generation EU, in coerenza con il Patto per il Lavoro e per il Clima, per rafforzare le opportunità per i ragazzi. La Regione Emilia-Romagna ringrazia gli atenei, l’Associazione delle Fondazioni ITS regionali e Confindustria. Una collaborazione che permetterà di ampliare i due segmenti dell’offerta professionalizzante per rispondere alle diverse aspettative e attitudini dei giovani, favorendo il successo formativo di tutti, anche valorizzando le possibili passerelle, per corrispondere ai diversi fabbisogni formativi e professionali delle nostre filiere produttive e dei servizi. Per l’anno formativo 2021/2022 come Regione, con un investimento complessivo di 10,5 milioni, portiamo l’offerta di percorsi Its da 27 a 34, coinvolgendo circa 900 giovani. E con il Governo stiamo dialogando, nell’ambito del Next Generation EU, su come investire nelle competenze tecniche e scientifiche per progettare nuovi corsi per le filiere strategiche del Paese, come quelle del digitale e della green economy».

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