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Sabato, 28 Maggio 2022
Rincari

«Anche a Piacenza tazzina di caffè a 1,30 euro. Solo così i baristi possono sopravvivere»

Cristian Lertora (Fipe): «Effetto dei rincari sulle materie prime. Chi non si adegua rischia di non farcela. Purtroppo dobbiamo imparare a essere un po' meno baristi e un po' più imprenditori»

«Per poter avere un minimo guadagno, far pagare il caffè al bar meno di un euro e trenta centesimi non è più sostenibile». Ne è convinto Cristian Lertora, presidente della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) di Confcommercio Piacenza, che abbiamo intervistato per fare il punto della situazione sul caro tazzina che già da alcuni giorni ha iniziato a interessare anche molti locali pubblici di Piacenza e provincia. Un fenomeno che, va sottolineato, è diffuso a livello nazionale, e che è ovviamente figlio della sfilza di rincari che a catena si stanno abbattendo sui conti e sulle tasche degli italiani. Il caffè al bar, si sa, oltre ad essere forse la più grande e radicata tradizione del Bel Paese, è anche una cartina di tornasole sullo stato concreto dell'economia di consumo per le famiglie.
«L'aumento della tazzina - sottolinea Lertora - non deriva ovviamente solo dal rincaro della materia prima, il caffè, ma anche di tutte le altre voci di bilancio di un esercizio pubblico: luce, gas, immondizia, acqua, plastica, detersivi etc. Purtroppo si sta lavorando molto poco nella nostra categoria in questa fase storica, con cali di fatturato del 30 o 40 per cento. Sotto un euro e trenta non porti a casa lo stipendio, c'è poco da fare - afferma - Tuttavia so per certo che chi ha già aumentato il costo della tazzina, non ha ricevuto particolari lamentele da parte dei clienti che, d'altronde, in questo momento così caratterizzato dai rincari, probabilmente se lo aspettavano»

«Soprattutto - conclude - è inutile credere alla favola che alcuni si raccontano del "tengo il prezzo del caffè più basso così mi prendo i clienti del mio concorrente che ha il caffè più caro". Chi ragiona così, facendo ancora pagare ad esempio un euro il caffè, è destinato a trovarsi in seria difficoltà quando dovrà pagare le bollette. Purtroppo dobbiamo imparare a essere un po' meno baristi e un po' più imprenditori».

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