Avviati i primi contatti per una produzione piacentina di concentrato di pomodoro nello Zambia

Il progetto di Pomorete a cui aderiscono tre aziende di Confapindustria per aprire uno stabilimento in Zambia

Pomorete si prepara a sbarcare in Africa. Nella sede di Confapi Industria Piacenza infatti è stato definito un accordo tra “Pomorete - rete di imprese” e la Società Inglese Asili Processing Limited: il progetto internazionale consiste nella progettazione e realizzazione di coltivazioni di pomodori e di uno stabilimento nello Zambia per la produzione di concentrato di pomodoro. L’accordo raggiunto fa seguito alla recente approvazione da parte di Zambia Development Agency di un InvestimentLicence che verrà concesso ad Asili se il progetto diventerà operativo. A giugno, una delegazione composta da tecnici di tre aziende di Pomorete tutte aderenti a Confapi Industria si recherà nella repubblica dello Zambia per verificare la fattibilità del progetto; la missione sarà guidata da Massimo Boscolo (Masterdelta) mentre Luciano Cavozzi (Asi) terrà i collegamenti diretti con la Società inglese. La sperimentazione avverrà su circa 3 ettari di campi e dovrebbe partire nell’autunno del 2016.

“Confapi Industria è stata la prima associazione piacentina a credere nelle reti anche quando non erano ancora un patrimonio di tutti” ha spiegato il presidente provinciale di Confapindustria Piacenza Cristian Camisa, “oggi più che mai le reti di impresa sono strategiche nel mercato globale che chiede progetti integrati di filiera con un patrimonio di know how competitivo.Dopo la prima fase di lancio di Pomorete durante Expo 2015 e le proposte ricevute di diversi progetti si è ritenuto di approfondire quello con possibili maggiori potenzialità in un paese come lo Zambia e un continente come l’Africa dove una filiera di questo tipo può dare un forte valore aggiunto.Dopo questa prima missione saremmo orgogliosi di poter annunciare il primo progetto di rete esportato da Piacenza”.

Tornando al progetto vero e proprio, di particolare importanza risulta il suo ruolo sociale: la compagnia britannica è infatti una “social impactcompany” che sviluppa prodotti e servizi che contribuiscono a garantire il futuro sostenibile e l'equità sociale ai piccoli agricoltori africani. È questa una linea di azione “commons” su cui sta accendendo i riflettori anche la stessa Pomorete.

Il progetto nasce come conseguenza degli incontri che il gruppo “Vivaio Giovani” di Pomorete aveva avuto in Expo 2015 a Milano; i ragazzi  avevano contattato circa 40 delegazioni estere creando le premesse per gli attuali  importanti sviluppi commerciali per le singole aziende. Pomorete prosegue quindi il lavoro iniziato in Expo 2015 puntando all’internazionalizzazione che ha portato a consolidare la realizzazione di questo progetto che potrebbe diventare modello per ulteriori sviluppi nel continente africano.La società inglese ha apprezzato le competenze delle 17 aziende della Rete e la forte sinergia collaborativa fra le stesse.

Il progetto si svilupperà in tre fasi: studio di fattibilità, business plan (si ipotizza di essere operativi nella campagna del 2017/2018) e sviluppo del progetto, infine la realizzazione dei campi di pomodori e dello stabilimento.

Le aziende della filiera, descritte nel sito pomorete.com, sono: ACP International Food, Agrofata, MCM Ecosistemi, OMCE, Asi Scambi Industriali, MTS srl, Greentech, I.F.T., Ing. A. Rossi, Masterdelta, Steriltom, Emiliana Conserve, Carlo Manzella& C srl, Number 1, De Santis, Solfarm Europe, ‘O sole ‘e Napule di Alfonso Calabria srl.

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