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Economia Centro Storico / Via Giuseppe Mazzini

Banca Popolare e Banca di Piacenza, la staffetta che ha segnato 150 anni a sostegno dei piacentini

Quest’anno ricorre l’anniversario dei 150 anni del servizio di credito popolare genuinamente piacentino attuato per i primi settanta anni dalla Banca Popolare Piacentina e nei successivi ottanta con l’operatività dalla Banca di Piacenza.  I due significativi anniversari sono stati contestualmente ricordati a Palazzo Galli, con una applaudita e molto partecipata conversazione dell’avv. Corrado Sforza Fogliani, Presidente esecutivo della Banca di Piacenza che, unitamente al giornalista Robert Gionelli, ha ricostruito la storia e lo sviluppo del credito popolare nel nostro territorio provinciale caratterizzato dal sostegno convinto e costante all'impresa locale ai medi e ai piccoli imprenditori e alla collettività.

La Banca Popolare è nata nel 1867 in un contesto di economia locale in sviluppo, aiutata in quegli anni dall’essere Piacenza sede del comparto della logistica militare della Terza Guerra d’Indipendenza. La progenitrice della Banca di Piacenza ebbe come primo Presidente il Conte Guglielmo Douglas Scotti di Fombio (1831-1906) e come vice l’avv. Draghi che gli sarebbe subentrato nella carica. L’avvicendamento – ha puntualizzato l’avv. Sforza Fogliani – fu dovuta alle diverse visioni di sviluppo del primo presidente rispetto a quelle di Draghi e del consiglio di amministrazione che intendevano attuare strategie più espansive. Il nuovo corso si dimostrò lungimirante e le attività svolte permisero all’Istituto di credito di crescere e consolidarsi, tanto che la Banca nel 1872 registrò attivi per 1 milione di lire, quota che le permise di svolgere operazioni più complesse ed espansive nell’ambito creditizio e di essere nel 1876, tra le 22 fondatrice di Assopopolari, (l’Associazione Nazionale che promuove azioni mirate al perseguimento dei principali obiettivi della categoria), nell’ambito della quale compariva quale delegato piacentino Faustino Ceresa, divenuto imprenditore della seta che allora era fiorente, dopo essere stato direttore della filale della Banca di Bettola. In quello stesso anno la Banca era tra le cinque più importanti della regione.

150 anni Banca di Piacenza ©ilPiacenza

Il roseo periodo di crescita ebbe i primi contraccolpi con l’avvento del Fascismo, che non fu mai amico delle “popolari e delle banche private”: le vedeva di malocchio perché su loro il potere politico non aveva diritto di nomine, contrariamente a quanto era per le Casse di Risparmio, tant’è che a seguito del crollo di Wall Street e della grande crisi economica del 1929, il governo salvò con apporti finanziari la sola Cassa di Risparmio lasciando in grandi difficoltà economiche le banche private che a Piacenza erano otto.

Fu proprio in quel clima che, nel 1936 - anno in cui venne promulgata la legge di riforma del sistema

bancario - un gruppo di professionisti e di imprenditori piacentini gettò le basi per far nascere una nuova banca in grado di configurarsi come punto di riferimento per l'economia e lo sviluppo del territorio. L'atto costitutivo della Banca di Piacenza Società Anonima Cooperativa venne firmato il 23 giugno 1936

davanti al notaio Lodovico Bassi, e venne sottoscritto dai 51 Soci promotori, tra cui anche il primo Presidente dell'Istituto, Cav. Uff. Desiderio Rizzi.

La Banca di Piacenza inizia la propria attività il 2 gennaio 1937 in due uffici al piano terreno di Palazzo Galli, dove aveva già operato la “Popolare”, prima di trasferirsi in Piazza Cavalli al piano terra del Palazzo poi sede della Banca di Roma, ora incorporata in Uni-Credit.

A poco più di dieci mesi dall'inizio dall’apertura, la Banca festeggia la sua prima filiale a Borgonovo Val Tidone. Nel febbraio del 1938 viene presentato il primo bilancio che evidenzia una raccolta complessiva di oltre due milioni e seicentomila lire ed un utile netto di 31.951,50 lire. Il Consiglio di Amministrazione è presieduto dal dottor Giacomo Fioruzzi, subentrato al Cav. Uff. Desiderio Rizzi, scomparso l'anno precedente; dello stesso Consiglio fanno parte anche i futuri Presidenti ing. Luigi Lodigiani e avv. Francesco Battaglia. Il primo decennio di attività della Banca di Piacenza, nonostante gli anni difficili segnati dalla Seconda Guerra Mondiale, è caratterizzato da una crescita continua sia in termini economici, con utili e dividendi costantemente in aumento, sia a livello territoriale con l'inaugurazione delle filiali di Gropparello, Pianello Val Tidone e San Nicolò cui, nel corso degli anni seguiranno altre aperure. Nel 1953 il taglio del nastro è per la nuova sede centrale di via Mazzini. Nel marzo 1954 muore il Presidente Fioruzzi e alla carica viene chiamato l’ing. Luigi Lodigiani. A seguito delle sue dimissioni, nel 1963 viene eletto Presidente l’avv. Francesco Battaglia. Negli anni la Banca di Piacenza continua la sua crescita che consolida con l’apertura, a metà anni Ottanta, delle filiali di Bobbio, Podenzano, Casalpusterlengo e dell'Agenzia 3 in via Conciliazione. La Banca può operare su tutto il territorio nazionale e nello stesso periodo è tra le prime in Italia ad aprire alcuni sportelli il sabato per agevolare le esigenze della clientela. Nel 1986 muore l'avv. Francesco Battaglia. Il Consiglio di Amministrazione sceglie come suo nuovo Presidente l'avv. Corrado Sforza Fogliani. Il resto è storia recente.

All’incontro ha fatto seguito la visita allo “Spazio Arisi – Galleria della Banca”, l’esposizione che raccoglie documenti, immagini e testimonianze riguardanti la storia della Banca Popolare e della Banca di Piacenza, allestito a Palazzo Galli proprio nei locali in cui, come detto, l’Istituto di credito di via Mazzini iniziò la propria operatività il 2 gennaio 1937.

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