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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

Banca di Piacenza: «Le aziende del territorio hanno agganciato la ripresa»

Report dell'istituto di via Mazzini sull'andamento dell'economia locale. Nel 2020 Banca di Piacenza ha erogato un +50% di finanziamenti. Nel 98% dei casi i prestiti sono ripartiti contro una media nazionale del 78%

«Ieri il quotidiano britannico “The Economist” ha premiato la crescita dell’Italia. Crescita che segue un anno difficile, di scelte non semplici. Ma ora la ripresa è significativa, anche nel nostro territorio». Così Angelo Antoniazzi, direttore generale della Banca di Piacenza, ha aperto la presentazione di un report sull'andamento economico attuale della provincia piacentina. Report che racconta di una ripresa generalizzata in tutti i settori produttivi. Questo emerge dall’esame degli andamenti delle aziende clienti dello stesso istituto di credito di via Mazzini nel periodo 2020-2021.

«Siamo molto soddisfatti di questo trend dell’economia del territorio - commenta Antoniazzi - e sentiamo di aver contribuito a questa inversione di tendenza dopo la crisi provocata dall’emergenza sanitaria. Il nostro tasso di crescita (+3%) degli impieghi (i finanziamenti) nel periodo dicembre ’19-settembre ’20, rapportato al +1,3% degli altri istituti, dà la misura di quanto sia stato forte il sostegno della Banca locale alle aziende durante il momento di maggiore difficoltà legato alla pandemia e al lockdown». «Abbiamo la percezione – ha spiegato Antoniazzi - che le aziende del nostro territorio abbiano agganciato la ripresa. Vediamo i bilanci ufficiali delle società, e le situazioni intermedie dell’anno in corso. Il rimbalzo del fatturato è più consistente. Si pensi all’edilizia e alle sue normative che fanno bene all’economia».

«La Banca di Piacenza - conferma il condirettore generale Pietro Coppelli - da quando sono state avviate le misure di sostegno per far fronte all’emergenza Covid-19, ha perfezionato oltre 4.000 domande di moratorie, per un valore di circa 380 milioni di euro». Coppelli precisa che «aver accordato moratorie di mutui significa aver dato la possibilità a imprese e famiglie, in un momento particolarmente difficile, di sospendere il pagamento delle rate dei mutui stessi». Il condirettore generale sottolinea poi che «a distanza di poco più di 18 mesi, alla Banca di Piacenza le moratorie che rimangono attive sono molto poche. Infatti, oltre il 98% dei prestiti, che erano stati posti in moratoria, hanno ripreso il regolare rimborso. E’ unaBanca di Piacenza-10 percentuale, quella del 98%, molto significativa e forse unica in Italia (certe grandi banche considerano favorevolmente un rientro all’80 per cento). A novembre, il sistema bancario italiano ha infatti espresso una percentuale ben più bassa: solo il 78% di moratorie hanno ripreso il regolare ammortamento». Coppelli spiega poi il motivo che ha permesso un tale risultato: «Un ruolo importante l’ha recitato la forte attività di consulenza da parte del nostro personale addetto al credito, che ha potuto proporre, conoscendo bene la clientela, soluzioni e forme tecniche adeguate alle effettive esigenze del mutuatario».

Al vicedirettore generale Pietro Boselli è toccato il compito di entrare nel dettaglio delle erogazioni dell’Istituto di via Mazzini. «Complessivamente, dal 2019 a novembre 2021 - evidenzia - la Banca ha erogato 9.605 finanziamenti per complessivi 609 milioni di euro. Nel 2020, anno della pandemia, abbiamo aumentato del 50% il numero dei finanziamenti e del 28% il volume degli stessi. Un andamento ancor più significativo se riferito alle sole aziende, con un +136% del numero di finanziamenti erogati e un +45% rispetto agli importi. Dati che confermano - sottolinea il vicedirettore generale - quanto sia stato importante, con l’azione combinata delle moratorie e dei finanziamenti, il sostegno della Banca alle imprese nel momento in cui esse erano ferme a causa del lockdown».

«Prima tappa - aggiunge il direttore Antoniazzi - di una campagna di espansione decisa dal Consiglio di amministrazione per accompagnare i robusti segnali di ripresa economica nei territori d’insediamento della Banca, dei quali ci sentiamo, come detto all’inizio, di essere stati parte attiva e propulsiva, come banca con la maggiore quota di mercato in relazione agli sportelli della Banca».

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