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«Bar e ristoranti aperti almeno fino alle 22»: Confesercenti lancia un appello al Governo

«In modo da diluire la presenza delle persone in un tempo maggiore e consentire così la sopravvivenza di moltissime attività che altrimenti rischiano di chiudere i battenti»

L'ipotesi che il prossimo Dpcm mantenga l'orario di chiusura dei pubblici esercizi alle 18, preoccupa fortemente la Fiepet, il sindacato di categoria di bar e ristoranti aderente a Confesercenti, che attraverso il suo coordinatore locale Fabrizio Samuelli, chiede al Governo di mandare un segnale di attenzione nei riguardi dei pubblici esercizi, già molto provati dalla crisi generata dalla pandemia e dalla riduzione degli orari di apertura di questi mesi.

«Chiediamo al Governo di prevedere l'apertura di bar e ristoranti almeno fino alle 22, - spiega Fabrizio Samuelli, come presumibilmente avverrà per i negozi, in modo da diluire la presenza delle persone in un tempo maggiore e consentire così la sopravvivenza di moltissime attività che altrimenti rischiano di chiudere i battenti. Sarebbe inoltre una scelta di buon senso soprattutto per quegli esercizi che per loro natura lavorano maggiormente la sera, turnando in tempi più ampi la presenza dei clienti».

«Ribadiamo con forza  - spiega - che le imprese interessate sono le prime a voler tutelare la salute di chi lavora e dei clienti, e finora hanno dimostrato grande senso di responsabilità; altresì riteniamo sacrosanto che vi siano controlli serrati per scoprire chi viene meno alla sicurezza sanitaria prevista dai protocolli regionali. Ma riteniamo una ingiustizia penalizzare quanti lavorano seriamente garantendo tutti gli standard per il contenimento della pandemia e che non si tenga conto del valore di queste attività per il tessuto sociale dei centri urbani».

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