Barilla, tutta l’importanza dei controlli di filiera a tutela della pasta di grano duro made in Italy

Emilio Ferrari responsabile acquisti grano duro e semola di Barilla all’Università cattolica del Sacro Cuore nell’ambito della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari

Ci sono alcuni prodotti che identificano tutta la bontà e la qualità del made in Italy nel mondo. Uno di questi è la pasta rigorosamente di grano duro, per la produzione della quale Barilla è uno dei “colossi” che esporta in tutto il globo. Ne discende la fondamentale importanza dei controlli della materia prima sui quali ha relazionato giovedì 19 aprile, sinCapriFerrari-2Emilio Ferrari responsabile acquisti grano duro e semola di Barilla all’Università cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito della laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari. Un incontro sulla “La gestione del rischio nella filiera di approvvigionamento  del grano duro” promosso da Ettore Capri.

Barilla da sempre punta su alcuni valori fondamentali come la sostenibilità e l’attenzione verso il consumatore, promuovendo anche corrette abitudini alimentari. «In pratica - ha spiegato Ferrari - la nostra azienda si approvvigiona dando la priorità al grano duro nazionale con percentuali che variano naturalmente in base agli andamenti stagionali, fino ad un massimo vicino all'80% nella campagna in corso». «Il resto - continua - viene oggi reperito da Francia, Stati Uniti ed Australia. I prodotti vengono rigorosamente controllati alla dogana ed inoltre Barilla nei suoi laboratori esegue in media oltre 200mila analisi. Ciò denota tutta l’attenzione che l’azienda riserva ai consumatori a garanzia della qualità e della totale sicurezza alimentare che del resto è divenuto un pre-requisito fondamentale». A tale scopo è noto che l’azienda ha altresì sottoscritto accordi di filiera al fine di garantire un modello agricolo virtuoso, rispettoso dell’ambiente e del lavoro dei fornitori. Da anni Barilla rinnova l’accordo di filiera con i produttori di grano duro di alta qualità del territorio regionale. Gli accordi consentono un’adeguata remunerazione per gli agricoltori, una materia prima di qualità per la pasta, maggior rispetto per l’ambiente grazie al decalogo di sostenibilità elaborato da Barilla e al disciplinare di produzione condiviso con la Regione e il consolidamento della coltivazione del grano duro di qualità dell’Emilia Romagna.

Barilla ha studiato con un pool di agronomi un metodo di rotazione delle coltivazioni agricole, stipulando accordi di filiera anche con i produttori di pomodoro (Consorzio Casalasco del Pomodoro), barbabietola da zucchero (Co.Pro.B), colza e girasole, che implicano un minore uso di fertilizzanti, quindi costi più bassi, prodotti di qualità migliore e un minore impatto ambientale. L’accordo per la nostra Regione valido fino al 2019 prevede la fornitura all’azienda di Parma di un quantitativo di 120mila tonnellate l’anno, per una superficie coltivata di circa 20mila ettari all’anno, e rappresenta un modello di organizzazione della filiera, dal campo alla tavola. Un prodotto dunque dalle caratteristiche ideali per la pasta “top quality” firmata Barilla, competitivo rispetto ai grani di importazione, e che al tempo stesso offre agli agricoltori l’opportunità di uno sbocco commerciale interessante sotto il profilo economico, anche grazie ai premi legati alla qualità e ai contributi governativi, in un comparto - quello delle commodity - sottoposto a forti oscillazioni di prezzo sui mercati internazionali.  Dal canto suo la Barilla può contare su varietà di grano appositamente selezionate e su un bacino di approvvigionamento limitrofo agli stabilimenti produttivi.

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