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Beni storico-artistici, Confedilizia: «Stanziati 10 milioni per i rimborsi»

E’ stato previsto “uno stanziamento di competenza per l’anno 2015 pari a 10 milioni di euro” per l’estinzione dei debiti pregressi in favore dei privati proprietari che hanno eseguito interventi conservativi volontari sui propri beni culturali e che hanno maturato un credito al relativo contributo

E’ stato previsto “uno stanziamento di competenza per l’anno 2015 pari a 10 milioni di euro” per l’estinzione dei debiti pregressi in favore dei privati proprietari che hanno eseguito interventi conservativi volontari sui propri beni culturali e che hanno maturato un credito al relativo contributo. E’ questo – segnala la Confedilizia, che da tempo ha sollevato il problema e segue lo stesso con grande attenzione – il punto saliente delle risposte fornite dal Ministero dei beni culturali a due distinte interrogazione presentate rispettivamente dal senatore Liuzzi del Gruppo parlamentare dei Conservatori e Riformisti e dall’on. Cosimo Latronico di Forza Italia, sul problema della mancata erogazione dei fondi – pari al complessivo (e ben più alto) importo di 97.263.468,66 di euro per lavori collaudati fino al 31.12.’11 – spettanti per legge ai proprietari di immobili di interesse storico-artistico.

Il Ministero – nel sottolineare che lo stanziamento in questione è previsto in un apposito capitolo di spesa contenuto nella legge di assestamento del bilancio per l’anno 2015 – ha precisato che “la competente Direzione generale bilancio ha già impartito le opportune istruzioni ai segretariati regionali per i beni culturali e paesaggistici per la programmazione finanziaria degli interventi e per addivenire, nei tempi consentiti dalle risorse che saranno rese disponibili in bilancio, al finanziamento degli interventi per i quali sia stata rilasciata la dichiarazione di ammissibilità entro il 14 agosto 2012”.

Sempre il Ministero, dopo aver evidenziato, nella risposta fornita all’on. Latronico, che “l ’impegno dello Stato per sostenere lo sforzo della proprietà privata, già gravata dai limiti del vincolo, nel far fronte alle spese, spesso ingenti, di corretta manutenzione e di restauro di questi beni" è  "sacrosanto e necessario”, ha altresì sottolineato, nella risposta data all’on. Liuzzi, che opererà “affinché, superata questa fase di emergenza, si possa non solo pagare i debiti pregressi ma anche riaprire la possibilità di interventi a favore di privati che intervengono sul loro patrimonio”.

Rispondendo all’on. Latronico il Ministero ha ritenuto, infine,  opportuno concludere che comunque occorrerà agire “sinergicamente, Governo e Parlamento, nella direzione di riformare la disciplina vigente al fine, da un lato, di costruire un sistema sostenibile di contribuzioni dello Stato alle spese di manutenzione dei privati, nel quadro di una programmazione razionale, e dall’altro lato, nella direzione di ricercare canali di finanziamento aggiuntivi e di ripiano del debito pregresso”. 

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