Pomodoro, Arp: bene nonostante la crisi, fatturato di 46 milioni

Coop Arp di Gariga:confermato, anche per 2012, un bilancio positivo durante l'assemblea dei soci dell'industria per la trasformazione del pomodoro da industria. Bassi: abbiamo superato bene la siccità di quest'estate

L'Arp a Gariga di Podenzano

Una politica economica attentamente commisurata all’attuale situazione di mercato, ha consentito alla cooperativa Arp di Gariga, una delle più importanti industrie europee per la trasformazione del pomodoro, di mantenere le quote produttive e di mercato, con un fatturato di circa 46 milioni di euro, in linea dunque con quello del 2011. Dati che sono stati evidenziati all’assemblea dei soci che si è svolta mercoledì 28 novembre, alla presenza di tutto il consiglio di amministrazione presieduto da Piergiorgio Bassi e con il direttore generale Stefano Spelta.

«Veniamo da una difficile campagna di trasformazione- ha sottolineato Bassi- caratterizzata da un’estate particolarmente siccitosa e da un settembre piovoso, con conseguente contemporanea maturazione del prodotto, seguito da un successivo brusco rallentamento, eventi che ci hanno costretto ad adattare i ritmi di trasformazione agli andamenti climatici. Ma abbiamo superato tutto bene, conformandoci alle esigenze dei nostri soci, facendo quadrato e lavorando all’unisono ed in sintonia, agricoltori e trasformazione, perché- ha rimarcato Bassi- questo è il giusto atteggiamento dello spirito cooperativo, ovvero quello di venire sempre incontro alle necessità dei soci».

«Nel 2012- ha ricordato Spelta- sono stati lavorate 221.000 tonnellate di pomodoro fresco, il 5% in più dell’obiettivo che ci eravamo prefissati. Qualità buona, ottima la resa produttiva, oltre 800 quintali ad ettaro, il risultato- ha ribadito Spelta- di una sempre maggiore professionalità dei nostri soci, unita agli sforzi della cooperativa per incentivare tecniche di coltivazione (agronomiche, irrigue, fitosanitarie ecc) sempre migliori. Il 63% è stato trasformato in polpa o cubettato, il 25% in concentrato, il 12% in passata, una produzione destinata per il 35% alla Grande distribuzione, sia italiana che estera, il 40 % alla ristorazione sia nazionale che estera, il 20% al mercato industriale (per sughi, ketchup ecc) ed il 5% al Nord e Centro Africa che richiede un concentrato di elevatissima qualità. La destinazione per l’estero è concentrata al 50% in Germania e Francia, il resto in Inghilterra, Paesi Bassi ma anche in Sud Africa, Thailandia, Canada. La nuova gamma “Prodotti di Piacenza”, linea che esalta la territorialità (del resto il 95% del prodotto è conferito da soci del territorio provinciale), è distribuita nei DiMeglio, ìn alcuni Conad ed all’Esselunga, mentre quelli con la nuova grafica sono presenti all’Esselunga e nei Crai».

Tutto bene dunque? Considerata l’attuale situazione, non bisogna lamentarsi, un risultato positivo che si deve sicuramente ad un’amministrazione oculata, cui si unisce la fiducia dei soci nella propria struttura di trasformazione, perché coltivare pomodoro diventa sempre più complesso, considerato che i costi di produzione sono costantemente lievitati (energia, fertilizzanti, fitofarmaci); «è per questo- ha precisato Spelta- che dobbiamo augurarci che i mercati possano remunerare sempre meglio una materia prima di alta qualità come la nostra».

Del resto gli sforzi di Arp per migliorare la propria struttura di trasformazione, sono stati costanti nel tempo; quest’anno, per esempio, è stata completata la conversione della caldaie alimentate ad olio combustibile, con il metano, per mitigare sempre più l’impatto ambientale; così nel 2011 sono stati bonificati i tetti ed installato un potente  impianto fotovoltaico. Le strutture di depurazione consentono di riutilizzare parte dell’acqua; le aziende utilizzano tutte la lotta integrata e sono quasi tutte ubicate in provincia: insomma un pomodoro veramente locale, per una industria che offre lavoro a 50 dipendenti fissi ed a 75 che vi lavorano per buona parte dell’anno, mentre per la campagna 2012, sono stati assunti 350 lavoratori a fronte di 1200 domande.

Uno sbocco occupazionale veramente importante per la nostra provincia, in un momento economico così complesso. Così per il prossimo anno, anche se ora è solo tempo di bilanci e non ancora di programmazione, si punterà sicuramente a confermare questi positivi volumi; sarà aperto lo spaccio aziendale limitrofo al magazzino di spedizioni. Insomma una politica di piccoli, ma costanti passi in avanti, che consentano all’Arp di raffermare i suoi primati di qualità sui mercati. Una stagione positiva di cui, come ogni anno, si renderà grazie al Signore nella tradizionale festa del Ringraziamento che si terrà nello stabilimento sabato 15 dicembre alle 11.

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