Bisi risponde a Scanavino: «Lui se ne intende di baracconi»

Luigi Bisi

«Dino Scanavino, che evidentemente parla di baraccone da esperto, farebbe bene ad occuparsi delle propria organizzazione scomparsa da anni nel nulla per riemergere solo per avventurarsi in analisi e dichiarazioni su realtà che non conosce e contro le quali sembra aver trovato l’unica ragione della sua esistenza». E’ quanto afferma Luigi Bisi presidente del Consorzio Agrario Terrepadane nel commentare la dichiarazione del presidente della Confederazione Italiana Agricoltori, Dino Scanavino sui Consorzi Agrari.

Questo quanto espresso da Scanavino:” La Cia-Agricoltori Italiani ha appreso con soddisfazione che alcuni senatori hanno presentato degli emendamenti soppressivi del comma 3 dell'art 2 D.L. Mezzogiorno. Decreto che introdurrebbe una modifica alla disciplina ordinamentale dei Consorzi agrari, facendoli sia partecipare a società di capitali, che estendendo a loro le agevolazioni derivanti dall'assimilazione alle società cooperative. "Ci sembra - afferma il Presidente di Cia - un passo importante e per questo ringraziamo sin da ora i senatori del PD, M5S e Art.1- Movimento Democratici e Progressisti che si sono impegnati per fermare l'ennesimo colpo di mano per il ripristino del sistema dell'ex Federconsorzi, un baraccone già finito in liquidazione negli anni '90. Un sistema obsoleto e che non porta alcun vantaggio al mondo agricolo''.“

«Oggi il sistema dei Consorzi Agrari- precisa di riamando Bisi-  è il riferimento di 300mila aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio con circa 1300 recapiti, comprese le aree più difficili, a sostegno dello sviluppo e della competitività dell’agricoltura italiana, di fronte - sottolinea Bisi - al crescente strapotere delle multinazionali nel mercato dei mezzi tecnici. Sono l’unica struttura degli agricoltori italiani - continua il presidente del Consorzio Agrario Terrepadane - in grado di sostenere il potere contrattuale delle imprese e per non essere prigionieri in un mercato in cui, con le ultime operazioni finanziarie, il 75% degli agrofarmaci e il 63% delle sementi sono nelle mani di sole tre multinazionali, dopo la fusioni tra Bayer e Monsanto, tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina».

«Senza dimenticare - continua - la solidarietà come è recentemente avvenuto a sostegno degli agricoltori e degli allevatori delle zone terremotate con la fornitura di sementi e mangimi ma anche di mezzo milione di litri di gasolio gratuiti per consentire la normale esecuzione dei lavori estivi nelle campagne terremotate senza alcun contributo pubblico grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo».

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