Boiardi, la proposta: «Un fondo per far fronte alle criticità più pressanti»

Presentato il rapporto 2008 del Laboratorio di economia locale. Piacenza regge, soprattutto nel manifatturiero. Il sindaco Reggi punzecchia gli ambientalisti: «Non prendono nemmeno i voti della loro famiglia, e stanno limitando lo sviluppo del territorio»

Reggere l’onda d’urto della crisi è possibile. Coordinazione e un aiuto a imprese e famiglie. Subito. È il presidente della Provincia Gian Luigi Boiardi a proporre la «creazione di un fondo» che permetta di dare respiro alle «criticità più pressanti», per superare indenni «i prossimi 18 mesi». I protagonisti? «La Camera di commercio, i Comuni, gli istituti di credito, i distretti socio-sanitari», uniti in una «rete dove tutti i nodi sono impegnati», condividendo «l’equità degli interventi». 
 
Si annodano così idee e proposte per superare incolumi una recessione ormai senza fine. Lo si è fatto ieri, in Cattolica, al tavolo del convegno “Le politiche di sviluppo”, dove si è presentato il rapporto 2008 del Lel (Laboratorio di economia locale) dell’ateneo piacentino. Tutti non dissimili i concetti espressi dalle autorità presenti: «Bisogna intervenire subito, e cambiare mentalità». 

 È sul tema ambientale - in particolare sull’energia rinnovabile - che il primo cittadino lancia la freccia più acuminata: «C’è una quota minima d’integralisti ambientali, che non prendono nemmeno i voti della loro famiglia, che stanno limitando lo sviluppo del nostro territorio. Non possiamo essere vincolati così». Anche l’incipit dell’intervento di Giuseppe Parenti, presidente della Camera di commercio di Piacenza, è dello stesso tono: «È una crisi epocale, e si deve cambiare modo di pensare. Sembra che sia sempre proibito parlare di dighe, di centraline, ma io, quando vedo piovere, penso: “Guarda quanti soldi vengono giù!”. Se mettiamo lo scudo dell’ambiente, si ferma tutto». E incalza ancora Parenti: «Bisogna velocizzare i tempi con cui diamo risposte, servizi. Se una persona ha voglia di investire in una piccola impresa, e noi gli rispondiamo in un anno, ci siamo bruciati dieci posti di lavoro». 

 Possibilità immense, dunque, potrebbero giungere dal «project financing» - a grandi linee, un’operazione di finanziamento a lungo termine in cui investitori privati pagano di tasca propria la costruzione di opere e strutture pubbliche -, «l’importante è togliere il piede dal freno», continua Parenti. «Siamo disposti a stanziare altri contributi per la gestione e “l’uso normale” delle imprese, insieme alle istituzioni, ma - e questo è un pensiero che il presidente della Camera di commercio, con fervore, ha ripetuto più volte - è necessario cambiare modo di pensare».

 Non è da meno Reggi, nella passione con cui è intervenuto. Il sindaco afferma che molto si potrebbe fare, ma le mani, spesso, sono legate: «È bene che sappiate che gli amministratori locali incidono sulla spesa pubblica con circa il dieci per cento. In questo, proprio contro gli enti locali, c’è un accanimento». Se, quindi, «si continuano ad aprire cantieri», di contro «non manca un’azione di contrasto continua, che ci impedisce di fare quanto avremmo potuto». «Noi proseguiamo sulla nostra strada - aggiunge il primo cittadino -, ma se ci dicono che non siamo efficienti è perché ci sono troppi vincoli». «Il polo logistico, per esempio - rileva il sindaco -, è stato una bella scelta. Lì la battaglia da vincere è quella sul trasferimento dei trasporti su ferro».

Sulla crisi, anche palazzo Mercanti ha fatto la propria parte: «Alla fine dello scorso anno abbiamo stanziato un milione di euro per aiuti a famiglie e sostentamento alla ricerca». E sulla proposta di Boiardi: «L’unico rischio è che sia dato troppo ad alcuni e nulla ad altri. Ci vogliono dei luoghi di coordinamento, che possono essere la Prefettura o la Provincia, per stabilire quale sia la platea dei beneficiari».

 

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