Brennero: il presidio di Coldiretti, 200 i piacentini

In 200, capeggiati dal presidente di Coldiretti Piacenza, Luigi Bisi, stanno arrivando al Valico del Brennero. Sono gli imprenditori nostrani che insieme ai colleghi delle altre regioni, presidiano da oggi la zona. Vogliono garanzie per il latte e il formaggio importato e per il nostro Made in Italy

bisi-luigi-presidente-coldiretti_1Pronti a presidiare il Valico del Brennero da dove, ogni anno, passano buona parte degli 85 milioni di quintali di latte e prodotti lattiero-caseari regolarmente importati nel nostro Paese. Sono gli imprenditori piacentini – una stima di Coldiretti parla di 200 adesioni – e degli allevatori di altre regioni.

Una mobilitazione nazionale, quella promossa dalla Confederazione dei coltivatori diretti che sarà aperta dal presidente nazionale Sergio Marini. “Con questa forte e pregnante iniziativa - ha sottolineato ieri il Presidente Coldiretti Piacenza   durante la presentazione del sit in - intende dire basta ad una situazione che sta diventando insostenibile per le nostre aziende, che devono fronteggiare la concorrenza sleale di un vero e proprio fiume sotterraneo di latte dall’estero”.

Infatti, a fronte di una produzione totale di 18,3 milioni di quintali di latte emiliano romagnolo, nella nostra regione, per esempio, ne arrivano 10,8 milioni di quintali provenienti dall’estero che finiscono sugli scaffali della grande distribuzione e poi sulle nostre tavole sotto forma di latte Uht, formaggi, mozzarelle e latticini vari in maniera del tutto anonima, quando addirittura non vengono spacciati per italiani. In Italia purtroppo è obbligatorio indicare solo la provenienza nell’etichetta del latte fresco, mentre per tutti gli altri prodotti lattiero-caseari non c’è nessun obbligo.
  Senza la difesa del nostro latte, il tanto mitizzato made in Italy rischia di soccombere ad un mercato senza più controlli  

“In questo modo nella nostra regione, come ha evidenziato il direttore Giovanni Roncalli illustrando i precisi dati ministeriali, entrano 3 milioni di quintali di latte pastorizzato, 2,5 milioni di latte trattato termicamente per fare formaggi, 2 milioni di latte in polvere destinato al consumo umano, 1,4 milioni di prodotti lattiero caseari vari sempre per il consumo umano, quasi 1 milione di latte crudo. Tutti prodotti che finiscono sugli scaffali di vendita, magari sotto l’egida di un marchio italiano, e inducono ingannevolmente il consumatore a scambiarli per nostrani”. 

L’iniziativa di Coldiretti ha il sostegno, oltre che delle associazioni dei consumatori piacentini, Federconsumatori e Adoc, (presente con il presidente Franco Ardenna), anche dell’amministrazione provinciale. “Vogliamo condividere e lavorare in sinergia con il territorio, infatti, ha chiarito Bisi, abbiamo inviato una lettera anche a tutti i sindaci della provincia affinché aderiscano all’iniziativa”.

Ieri pomeriggio è arrivato anche il sostegno del pidiellino Tommaso Foti alla mobilitazione di Coldiretti: “Concordo sulla necessità di porre mano a una situazione di grave disagio che investe il settore agroalimentare italiano, spinto sull’orlo del baratro sia da fattori esterni quali la crisi economica mondiale, che influisce negativamente sulle imprese agricole, sia dalla concorrenza internazionale incontrollata e a volte sleale, che crea forte disagio al settore lattiero caseario italiano”. Poi, il parlamentare del Popolo della Libertà, si è detto favorevole alla proposta di una filiera agricola “in grado di distinguere il prodotto nazionale” e ha dato la sua disponibilità politica ad “affrontare insieme questi problemi e studiare le migliori soluzioni possibili”.





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