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Economia

«Buone prospettive per il 2022 ma rimane l’incognita Covid e l’aumento delle materie prime»

Fotografa così la situazione della nostra economia Confindustria con il presidente Francesco Rolleri, il direttore Luca Groppi e il direttore del Centro Studi di Confindustria Alessandro Fontana

Il 2021 che si sta chiudendo è stato l’anno della ripresa economica dopo l’anno drammatico della pandemia da Covid. E per il prossimo, le prospettive sono decisamente favorevoli ma con l’incognita Covid e, soprattutto, il deciso rincaro delle materie prime e la spinta inflazionistica. Fotografa così la situazione della nostra economia il presidente Francesco Rolleri in occasione dell’ultimo consiglio generale di Confindustria (al suo fianco il direttore Luca Groppi) nel corso del quale è intervenuto anche direttore del Centro Studi di Confindustria Alessandro Fontana.

«C’è un clima buono - ha detto Rolleri - ma incerto; sarà veramente favorevole solo se aumenteranno le vaccinazioni, anzi- ha puntualizzato- speriamo che siano rese obbligatorie come auspichiamo un ritorno a casa delle nostre produzioni, attraverso l’automazione dei processi.  Questo - ha chiarito- è stato l’anno del rimbalzo, con un aumento del “portafoglio ordini” ma con una consistente crescita del costo delle materie prime e difficoltà a reperirle. Per questo il 2022 sarà un po’ incerto per le vendite, ma soprattutto per la marginalità; insomma c’è molto attenzione, pur in un quadro generale di ottimismo».

Alcuni dati significativi: nella nostra provincia, nei primi sei mesi, si era registrato un incremento pari al 18,95% del fatturato per l’intero comparto manifatturiero. Anche i numeri dell’occupazione (+1,94%) risultavano in miglioramento per tutti i settori.

Le previsioni indicavano per la seconda metà dell’anno un consolidamento della ripresa e sono state confermate. In particolare benissimo la meccanica grazie agli incentivi di Industria 4.0, bene anche le costruzioni grazie al bonus del 110%, che proseguiranno nel prossimo anno così come il PNNR sarà importante per consolidare i progressi nel 2023. Buona anche la2-39 ripartenza per oil e gas, soprattutto per chi ha investito per acqua, idrogeno e nucleare (estero). “Il problema- ha sottolineato Rolleri- è reperire personale mediamente qualificato e noi siamo impegnati in questo senso con le scuole tecniche per renderle attraenti per ragazze e ragazzi, con macchinari di ultima generazione”.

Medesimo problema per le costruzioni che hanno fatto registrare una grande ripresa; per il futuro prossimo un grande incentivo saranno i lavori per le infrastrutture, così per l’edilizia scolastica. In espansione la logistica dove si registra un miglioramento delle relazioni umane. Bene anche il settore alimentare con significativi incrementi all’estero, mentre a causa della pandemia, ha sofferto ancora il settore Ho.re.ca (hotel, ristorazione, catering).

Alessandro Fontana ha detto che «il consumo mondiale è tornato ai livelli pre-crisi, ma si è interrotto il traino cinese. Il Pil Usa è tornato a buoni livelli e l’Eurozona è in recupero. Il Italia gli investimenti hanno superato ampiamente i livelli pre-crisi, c’è un recupero della spesa delle famiglie in servizi ed è aumentato del 7% il risparmio. Si assiste ad una robusta ripresa dell’export italiano ed a giugno si registra una ripresa della produzione industriale, ma pesa la carenza di materie prime, come quella di mano d’opera ed i trasferimenti dai paesi partner. Le previsioni - ha sostenuto - sono per una crescita ed una dinamica positiva del Pil, con recupero dei consumi privati e scambi con l’estero, oltre che ai benefici del Pnrr che aumentano ulteriormente gli investimenti, oltre che alla politica espansiva programmata dal Governo».

«Il Pnr - ha detto - ha un crono programma denso e tempi stretti; per l’inflazione dovrebbe trattarsi di un aumento temporaneo e differente tra i paesi. In Italia i rincari saranno assorbiti in parte dalle filiere produttive, ma la struttura finanziaria è debole a causa del Covid. I rischi sono per nuove restrizioni degli spostamenti, la carenza importante di materie prime ed una dinamica dei prezzi con spinte inflattive, così come la transizione ambientale. Ma ci sono opportunità di crescita per le imprese italiane».

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