«C'è bisogno di stare in famiglia, nelle festività chiudano i centri commerciali»

Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza: «Giù le mani dalle feste consacrate momento tra i pochi rimasti in questa vita frenetica da dedicare alle relazioni e famigliari, allo svago, alla riflessione alla preghiera e al riposo»

«Come movimento di lavoratori non possiamo non manifestare la nostra contrarietà all' apertura dei centri commerciali o outlet in occasione delle festività importanti del calendario religioso della nostra tradizione quali quelle natalizie o quelle pasquali, per consentire a loro avviso una "shopping experience " ossia una giornata da dedicare al consumo evidentemente ritenuto più importante del dedicare tempo alla qualità delle relazioni della nostra vita», scrive in una nota Umberto Morelli, presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori di Piacenza.

«A nostro avviso - continua - è una pura follia questa mania di spendere e spandere come se questo fosse il senso del nostro venire la mondo . Il nostro movimento da anni opera in difesa del "riposo festivo", a partire della raccolta di firme da titolo "La domenica festa" organizzata qualche anno fa, che ha raggiunto le 400mila sottoscrizioni. Non può valere a nostro parere la scusa pretestuosa che rimanere aperti nei giorni di festa sia il volano per incrementare i consumi che languono, osservando che l'economia, i consumi in crisi, si rilanciano attraverso un incremento del potere d'acquisto degli stipendi, con politiche fiscali e del lavoro mirate e attente alle esigenze della famiglia, ai giovani e alle donne».

«Infine a nostro avviso è ora di porre limiti stretti al consumismo sfrenato che, a monte, si basa su una concezione sbagliata del rapporto fra economia, lavoro persona, per cui giù le mani dalle feste consacrate momento tra i pochi rimasti in questa vita frenetica da dedicare alle relazioni e famigliari, allo svago, alla riflessione alla preghiera e al riposo».

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