Caccia, Fidc: «Proposte concrete e confronto nelle sedi opportune»

«Alimentate da non poche voci interessate – interviene il presidente regionale Federcaccia Massimo Bulbi - continuano in particolar modo sui social, sterili polemiche che spesso pretestuosamente cercano di coinvolgere anche la nostra Federazione. Vale la pena di precisare che la Federazione Italiana della Caccia rappresenta oltre il 70% dei cacciatori iscritti alle Associazioni Venatorie a livello nazionale e oltre il 72% nella nostra Regione. Cacciatori che esercitano, alcuni in via esclusiva, altri in modo generalistico, tutte le forme di caccia consentite. Per questo motivo Federcaccia ritiene di avere il dovere, ma anche il diritto, di esercitare il ruolo di rappresentanza dei cacciatori tutelandoli nel miglior modo possibile. Ritiene quindi di dover agire direttamente, senza delegare responsabilità.

Per questo motivo, con l’attuale gruppo dirigente, Federcaccia Emilia Romagna ha proposto una serie di modifiche alla bozza del “Regolamento 1/2008” sulla gestione degli ungulati, garantendo la caccia di selezione e quella in braccata, valorizzando peraltro le squadre ed i loro capisquadra. Ha inoltre proposto una revisione della forma di prelievo del cinghiale in girata per renderla più efficace ed efficiente. Altrettante proposte condivise riguardano le cacce in deroga ed il contenimento della volpe. Destinatario di quanto sopra, non può che essere, per esclusiva competenza, l’Assessorato regionale.

Tutte queste proposte sono già state ed altre saranno inoltrate a breve in Regione, per discuterne a tempo debito nelle sedi opportune, che sono e rimangono gli uffici della Regione. Abbiamo verificato che tale posizione, pur con sfumature diverse sui contenuti, coincide con quella del mondo agricolo, che insieme alle Istituzioni rappresenta un elemento fondamentale di dialogo per una corretta gestione di fauna e ambiente nel territorio. Chi crede di poter parlare e agire di caccia facendo a meno di uno di questi portatori di interesse, è fuori dal tempo e dalla realtà.

Federcaccia ha sempre ascoltato tutti i movimenti che nel tempo sono nati sul territorio perché è chiaro che sono sempre espressione di necessità o criticità meritevoli di attenzione. Anche in questo periodo, Federcaccia ha fatto proprie le richieste, ritenute condivisibili, avanzate dalle squadre dei cinghialai in Emilia Romagna, così come per i cacciatori di selezione.

A proposito fa piacere constatare i riconoscimenti e gli attestati di stima, pervenuti presso gli uffici Federcaccia, sul nostro modo di rappresentare, con senso di responsabilità e serietà, gli interessi dei cacciatori, in particolare da parte di chi pratica la caccia agli ungulati in forma collettiva e/o selettiva. Continuiamo a pensare che questo sia il modo giusto di operare a tutela della caccia e di chi la esercita, in modo serio e concreto. Ci vogliono proposte, obbiettivi chiari, capacità realizzativa e autorevolezza nei confronti degli altri portatori di interesse.

Ognuno ha il diritto ed il dovere di intervenire per spiegare le proprie opinioni e comunicare le proprie posizioni, ma quando si utilizzano gli attacchi ad altre Associazioni, il risultato che si ottiene è uno solo: dividere il mondo venatorio e allontanare sempre di più la gente dalla caccia. Come Federcaccia continueremo a lavorare con impegno e responsabilità, spesso in silenzio, per garantire il diritto di poter continuare a cacciare, tutelando tutte le forma di caccia. Per una questione di reciproco rispetto e buonsenso, non attaccheremo mai le altre Associazioni: evidentemente non cosa di tutti. Cavalcare l’onda del malcontento, ergendosi ad agitatore di folle sul palcoscenico dei social, sarà forse gratificante per chi cerca due minuti di notorietà o una manciata di tessere, ma non porta a nulla di utile per il mondo venatorio».

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