Cadeo, l’azienda “Selta Spa” chiede il concordato preventivo

Altra brutta tegola per il mondo economico piacentino: dopo 46 anni di vita, l’azienda che ha una sede a Cadeo, apre la procedura di concordato preventivo. La scorsa estate una quarantina di dipendenti piacentini erano finiti in cassa integrazione

la sede della Selta a Cadeo

Aveva appena compiuto quarantacinque anni nel 2017, celebrando il compleanno con un restyling del suo marchio. Ora, Selta Spa, azienda nata a Milano ma che a Cadeo ha trovato "casa" da molti anni, ha chiesto di avviare la procedura di concordato preventivo. L’impresa si occupa di tecnologia che abilita l’automazione e le comunicazioni in rete e garantisce la sicurezza delle principali infrastrutture critiche nazionali è in cattive acqua. Un’altra brutta notizia per il mondo economico piacentino, a pochi giorni di distanza dal caso Tectubi di Podenzano.

Selta progetta e realizza piattaforme e reti di comunicazione e sistemi di controllo e automazione per le principali imprese, enti pubblici, operatori di rete fissa e mobile e multiutilities, tanto da essere il maggior produttore italiano di tecnologie e soluzioni per la Business Communication e per le reti a banda larga. La storia di Selta inizia nel 1972, quando a Milano viene aperto il primo laboratorio di progettazione per i sistemi di trasmissione e automazione di reti private. Dopo il 1980, anno in cui tutte le attività operative vengono spostate nel polo di Cadeo, l’azienda entra anche nel mercato della commutazione telefonica e delle reti pubbliche di telecomunicazioni, dopo essersi già imposta con una offerta sempre all’avanguardia nell’ambito delle reti elettriche ad alte prestazioni e basso consumo. Nel corso dei decenni colleziona importanti traguardi in entrambi i settori, sia sul mercato italiano sia su quello estero, oltre ad aggiudicarsi premi prestigiosi come il Premio Innovazione Anie per aver sviluppato una delle prime piattaforme ibride per la comunicazione IP.

Alla sede centrale di Cadeo si sono poi aggiunte quelle di Tortoreto (Teramo) e Roma, oltre alla presenza all’estero affiancata da una rete selezionata di partner commerciali in Europa, Africa, Medio e Lontano Oriente. A Tortoreto nei mesi scorsi avevano già visto decine di esuberi tra i dipendenti. A Cadeo la scorsa estate una quarantina di dipendenti sono finiti in cassa integrazione, 31 a Tortoreto e 8 a Roma. Ora, un nuovo colpo di scena: l’azienda è in concordato. Nella procedura – depositata al Tribunale di Milano perché la sede legale è in quel territorio - si parla di una perdita di esercizio – riferita al 31 luglio – di 3,4 milioni di euro e un’esposizione debitoria complessiva attuale pari a 47 milioni. Si occuperà, in veste di commissario, l’avvocato Maria Grazia Giampieretti. Un’altra brutta tegola per il mondo del lavoro piacentino.

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