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«Aumento del caffè? E' giunta l'ora di sfondare il muro di 1 euro»

Confesercenti, un incontro per accordarsi su un eventuale aumento del caffè. Discusse anche le novità nel settore delle slot machine e degli allergeni

Confesercenti Piacenza riunisce gli imprenditori per accordarsi sull’aumento del caffè. «La tazzina nel mio bar - spiega Guido, del bar Bacco Tabacco di Piacenza - costa 1.10 euro da più di un anno. Stando all’inflazione dovremmo farlo pagare anche di più. L’importante - continua il barista - è che ci sia la qualità e un buon servizio. Mi sembra giunta l’ora che venga sfondato il muro dell’euro. I costi di noi esercenti sono aumentati mentre il prezzo del caffè è fermo ad 1 euro da ben 10 anni. E’ ora che le cose cambino, è ora che tutti i si mettano d’accordo per questo aumento anche se so che i negozianti di Piacenza sono restii». 

C’è chi invece decide di tenere la tazzina a 1 euro: «Era dal 2011 che vendevo il caffè a 90 centesimi ma da gennaio 2015 l’ho aumentato a 1 euro - spiega Gianluca Edini, proprietario di Moda caffè di via Mazzini - Per quanto riguarda un ulteriore aumento penso che  potrebbe verificarsi una diminuzione della clientela. Bisogna prima di tutto mettersi nei panni dei consumatori: facendo così, scegli la via migliore». E precisa: «Concordo comunque con il collega: per guadagnare davvero sul caffè dovremmo venderlo a 1.20 euro ma io preferisco mantenere la mia clientela piuttosto che guadagnare 10 centesimi in più su un caffè»

L’incontro, che si è svolto il 9 marzo nella sede di Confesercenti a Piacenza, ha trattato altre due tematiche importanti per gli esercenti. In primo luogo l’associazione ha voluto spiegare come stiano cambiando le cose nel settore delle slot machines. Ora sono aumentati gli oneri: ci sarà una riduzione del compenso che deriva dalle macchinette. E’ prevista infatti una decurtazione delle risorse statali di 500 milioni di euro in un anno, che sarebbero 1.200 euro per ogni macchinetta. «Questo è un problema che deve essere affrontato - afferma Fabrizio Samuelli, vicedirettore di Confesercenti Piacenza - I costi se li dovranno dividere i concessionari, ovvero coloro che forniscono le macchinette ai bar, alle tabaccherie e ai locali, e i gestori degli esercizi commerciali. Non vogliamo che questa normativa gravi soltanto sulle spalle degli esercenti. Inoltre - continua Fabrizio Samuelli - chi possiede slot machines ha l’obbligo di registrarsi al Ries, un elenco dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Oltre ad essere una spesa annuale di 150 euro per gli esercenti, ora sta cambiando la modalità dell’iscrizione stessa: dal 2015 bisognerà fare tutto online e per fare ciò è necessaria la firma digitale. Per avere la smartcard e quindi la firma digitale in questione, bisogna rivolgersi alla camera di commercio. Il problema è che è necessario sbrigare queste pratiche entro il 30 aprile 2015 e quindi gli esercenti devono muoversi velocemente. Voglio che arrivino pronti a questa scadenza».

Il terzo tema che è stato trattato dall’incontro è stata la circolare del ministero della Salute: «Sarà necessario indicare ogni ingrediente che potrebbe essere causa di allergia - conclude il vicedirettore di Confesercenti Piacenza - Dunque il cameriere dovrà saper dire gli ingredienti a fronte di una richiesta di un consumatore e il locale dovrà essere provvisto di un testo scritto in cui siano riportati gli ingredienti che potrebbero provocare allergia». 

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Grazia Lopena e Gianluca Edini del Moda Café

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