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Economia

Camera di Commercio, accorpamento previsto entro il 30 novembre

La norma prevede che l’accorpamento si concluda entro il 30 novembre con l’eventuale successiva nomina di un commissario

La Camera di Commercio di Piacenza attende di conoscere il suo futuro. Con l’articolo 61 del decreto legge Agosto (il Dl 104/2020) sono infatti state introdotte alcune novità che coinvolgono le Camere di commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, nella loro autonomia decisionale e nel loro processo di accorpamento. La riforma del 2016 (Governo Renzi) ha previsto un’ulteriore revisione delle funzioni. La riforma Renzi-Madia ha previsto una riduzione del numero delle Camere di commercio: devono diventare sessanta sul territorio italiano. Ogni ente deve avere un numero di imprese iscritte non inferiore a 75mila.

Il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore”, in una recente analisi, precisa che il Dl Agosto «prevede ora una semplificazione e valorizzazione dell'autonomia decisionale delle singole Camere di commercio per la partecipazione in aziende speciali, società, consorzi e organismi associativi, eliminando le rigidità della preventiva autorizzazione ministeriale (introdotta con la riforma Renzi-Madia), ora sostituita con una mera comunicazione al ministero dello Sviluppo economico». «Si prevede inoltre (comma 6) una modifica alle competenze istituzionali delle giunte delle Camere oggetto di accorpamento, che dovranno assicurare sul territorio il mantenimento e lo sviluppo dei servizi, con la definizione di criteri generali per l'organizzazione delle attività e dei servizi. In particolare quelli promozionali, in tutte le sedi della Camera di commercio (principali o secondarie), la cui presenza, sui singoli territori provinciali viene così ulteriormente salvaguardata. Accorpamenti Si prevede un forcing (commi 1 e 2) sugli accorpamenti attualmente in corso per portare a termine la riforma Renzi-Madia».

La norma prevede che il processo di accorpamento debba concludersi entro il 30 novembre con eventuale successiva nomina di un commissario ad acta con conseguente decadenza di tutti gli organi camerali (Consiglio, Giunta e Presidente), fatto salvo solo quello di controllo (Collegio dei revisori), che resta in carica. Per garantire una equilibrata rappresentanza delle circoscrizioni territoriali coinvolte nei processi di accorpamento si prevede, infine, la nomina di uno o più vice presidenti all’interno della Giunta.

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