Campagna del pomodoro al giro di boa: minor produzione e problemi di colore

Produzioni medie non certo eccelse, prodotto abbastanza buono, ma con problemi di colore, malattie crittogamiche ben controllate, ma danni consistenti nel comprensorio piacentino a causa del ragnetto rosso

La raccolta e il conferimento nelle fabbriche del pomodoro da industria è arrivata a circa il 50% e pertanto si possono trarre già le prime valutazioni. Quelle che emergono dagli addetti ai lavori e dal consueto giro di panoramica nelle fabbriche di trasformazione, non sono del tutto soddisfacenti: produzioni medie non certo eccelse, prodotto abbastanza buono, ma con problemi di colore, malattie crittogamiche ben controllate, ma danni consistenti nel comprensorio piacentino a causa del ragnetto rosso. Il clima molto caldo ed umido, nonostante le strategie di difesa, ne ha favorito la diffusione. Il primo sintomo dell’infestazione di questo acaro che si nutre della linfa, si manifesta sulle foglie del pomodoro con le caratteristiche “bruciature” e quindi i pomodori sono ustionati dai raggi del sole ed assumono un colore aranciato. «La produzione - commenta Afro Morsia tecnico di Asipo - si è ridotta, circa 650-700 quintali ad ettaro, 100 in meno della media, con un brix (grado zuccherino) medio di 4,80». Il caldo ha determinato anche la contemporanea maturazione delle medie ed anticipato quella delle tardive, e quindi i conferimenti nelle fabbriche sono diventanti abbastanza concentrati. Ma l’ormai acquisita professionalità delle industrie di trasformazione private e cooperative, unite alla tecnologia, hanno consentito di ovviare ancora una volta a questi problemi.

Naturalmente i dati produttivi e le peculiarità organolettiche del pomodoro variano di zona in zona, perché alcune hanno dovuto farei conti con le grandinate a macchia di leopardo che hanno colpito la nostra provincia. Risultato: sono soprattutto i produttori che rischiano di più, perché aumentano gli scarti e la parte agricola è penalizzata nella scaletta. Però attenzione: la campagna non è assolutamente compromessa, anzi. Anzitutto la qualità è buona e poi, come avverte Dario Squeri di Steriltom «le piogge recenti hanno migliorato la situazione, diminuito le temperature e, se il clima si mantiene su questi livelli, possiamo aspettarci un buon recupero dalle tardive. In fabbrica tutto procede bene, ma - ricorda - non possiamo nasconderci che il clima è cambiato e quindi dobbiamo ritornare ad utilizzare varietà non troppo precoci». Una valutazione pienamente condivisa anche da Gianni Brusatassi (presidente Asipo) di Emiliana Conserve con stabilimenti a San Polo e Busseto. «Il nostro programma è di circa 2.100.000 quintali da lavorare e sono convinto che ci riprenderemo alla grande con i tardivi ed a fine campagna potremo tracciare un bilancio più che favorevole».  Emiliana Conserve in società con Steriltom ha rilevato, com’è noto, uno stabilimento nei pressi di Ferrara chiamato Italtom, diretto dal piacentino Stefano Spelta. «Da noi - spiega - il problema del ragnetto è stato molto blando, e quindi non ci sono problemi di colore; semmai le temperature hanno anticipato i conferimenti, ma in fabbrica non ci sono stati particolari problemi. Il nostro obiettivo, al primo anno, è di 850mila quintali poi aumenteremo nel prossimo anno, in questo, in pratica, abbiamo dovuto riavviare lo stabilimento dove operano circa 120 persone tra fissi e stagionali».

All’Arp (Casalasco) di Gariga il problema, più che il colore, è la sovra maturazione che ha determinato una concentrazione dei conferimenti «ma - spiega uno dei responsabili della struttura cooperativa Pietro Mazzolini - la nostra fabbbrica è tecnologicamente in grado di ottemperare alle richieste di conferimento contemporanea dei soci. Sta procedendo tutto bene, sono 400 le persone impegnate, tra fissi e stagionali, la qualità inoltre sta decisamente migliorando e quindi le prospettive sono più favorevoli. L’obiettivo prefissato è di 2.400.000 quintali ma è ancora prematuro sapere se sarà raggiunto». Antonio Casana Ceo di Solana a Maccastorna, struttura alla quale conferiscono molti produttori piacentini, conferma il momento concentrato dell’attività che dovrebbe preconizzare una campagna, un po’ più breve, con una brusca frenata a settembre. «La previsione - spiega - è di una riduzione della produzione attorno al 10% su un obiettivo di 1.700.00». «Una situazione - chiarisce - determinata anche dalla riduzione degli ettari investiti. Una diminuzione che sarà non solo italiana, ma anche del Portogallo e della Spagna, una situazione che potrebbe favorire un riallineamento dei prezzi che attualmente sono in forte calo e che potrebbero aiutare la risalita del fresco arrecando benefici a tutta la filiera». «A Solana - conclude Casana - proseguiamo nella nostra politica di qualità e di selezione dei clienti, andando incontro anche alla parte agricola». Infine il presidente Ainpo Filippo Arata: «Attenzione - avverte - quella del ragnetto rosso è una vera e propria emergenza e se non si risolve adeguatamente in tempi brevi rischia di compromettere la produzione piacentina per le prossime campagne. L’attuale era partita normalmente, poi temporali, bombe d’acqua, caldo eccessivo hanno penalizzato i produttori già sfavoriti dal prezzo di partenza. Adesso confidiamo nelle tardive e, ovviamente, nel tempo».

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