Campagna del pomodoro: al via la trasformazione nel Piacentino

Ha preso il via nella nostra provincia (e nel distretto) la campagna di trasformazione del pomodoro

Con l’apertura dello stabilimento SterilTom di Casaliggio (ieri), di quelli di Ridolfi e Mutti (nel parmense) oggi, giovedì, e sabato all’Arp di Gariga, ha preso il via nella nostra provincia (e nel distretto), la campagna di trasformazione del pomodoro. Nella prossima settimana tutte le fabbriche del Distretto saranno operative. Un inizio, anche quest’anno, con diverse difficoltà che l’hanno condizionata, in primis la siccità (inconvenienti in parte attenuati dalla nuove tecnologie, in particolare l’irrigazione a goccia che li hanno in parte limitati), ma anche la gelata di fine aprile che, come ci ha spiegato Afro Morsia, “storico” tecnico di Asipo, “provocherà probabilmente una contemporaneità di maturazione delle medie che a metà agosto creerà non pochi problemi nei conferimenti e nella trasformazione delle fabbriche, anche se la professionalità degli addetti ai lavori di tutta la filiera sarà in grado di gestire, come sempre, anche le “emergenze” produttive.

Si diceva della siccità che sta creando particolari problemi in Val D’Arda perché la diga di Mignano è a secco e la poca acqua a disposizione viene dirottata esclusivamente per usi civili e non irrigui. Sono interessati circa 100 Ha. mentre sono circa 10.500 quelli investiti nella nostra provincia, per un prezzo di 80,75 euro a tonnellata (di cui una Euro destinato al trasporto), che non ha per nulla soddisfatto gli agricoltori che devono fronteggiare ancora una volta costi crescenti di trasformazione nettamente superiori a quelli di Spagna e Portogallo. Il quantitativo totale che si dovrà produrre all'interno del distretto (OI) del Nord sarà di 2,4 milioni di tonnellate, ma al momento non è certo possibile prevedere se si rimarrà sotto questa soglia.

In ogni caso le precoci si presentano sane, di piccola pezzatura; hanno subito forti attacchi ragnetto rosso, controbilanciato dai consueti trattamenti, mentre i raccolti appaiono in difficoltà laddove ci sono state intense, seppur brevi, piogge. Insomma si parte, nella convinzione che, ancora una volta,la consolidata esperienza e professionalità di tutta la filiera saprà superare le difficoltà perché quella del pomodoro, è una coltura che appartiene alla storia dell’agricoltura piacentina.

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