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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Campagna del pomodoro da industria, «Agosto da record, 400mila tonnellate a settimana»

Consegnato il 70% del contrattato nel Nord Italia: «Qualità della materia prima eccellente». A Piacenza sono 10.643 gli ettari coltivati

Campagna del pomodoro da industria a gonfie vele in tutto il Nord Italia. Ad oggi risulta già raccolto il 70% della materia prima contrattata al Nord dove per il 2021 sono stati coltivati 38.621 ettari. A riferirlo l'Organizzazione interprofessionale del pomodoro da industria del Nord Italia, che con il punto sulla campagna di trasformazione. A Piacenza sono coltivati 10.643 ettari. «Il pomodoro è stato consegnato alle imprese di trasformazione in modo continuo e fluente – spiega Tiberio Rabboni, presidente dell’Organizzazione interprofessionale Oi Pomodoro da industria del Nord Italia - senza subire interruzioni a causa delle piogge, assenti nel mese di agosto. L’avvio della campagna non era stato dei più semplici sotto il profilo climatico, in particolare per i gravi episodi grandinigeni del 26 luglio, che avevano colpito gravemente oltre 2.000 ettari coltivati a pomodoro nel territorio settentrionale».

«Le consegne di agosto sono poi state da record con quantitativi di conferimento all’industria mai registrati prima e di circa 400.000 tonnellate a settimana». «Tutto questo – sottolinea Rabboni - è il risultato di un’attenta programmazione dei trapianti in primavera, di una grande efficienza nella raccolta, di una perfetta organizzazione nei trasporti e di un’ottima sinergia con la velocità di ricezione e di lavorazione da parte dell’industria. In particolare, la programmazione dei trapianti, scaglionata su un lungo periodo, ha consentito di evitare il problema della sovramaturazione nelle settimane centrali di agosto». «Anche la qualità è eccellente - prosegue la nota - con un grado brix elevato, con un valore di quasi 5°, prossimo ai massimi storici, e con un ottimo risultato in colore e nella tenuta della bacca».

«Le imprese di trasformazione  - conclude Rabboni - stanno realizzando ottimi prodotti per i mercati nazionali e internazionali. I conti si faranno a fine campagna, ma si attendono rese di campo più elevate del valore medio storico. Alle buone rese in campo si aggiunge un indice di pagamento prossimo al 100 da parte dell’industria agli agricoltori, risultato della buona qualità e del poco scarto del pomodoro consegnato. Il buon indice di pagamento, applicato ad un prezzo di riferimento più alto rispetto egli anni passati, si traduce in una reale distribuzione del valore lunga la filiera».

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