Campagna pomodoro in dirittura d’arrivo: dopo un inizio difficile c'è stato il recupero

Chiude con il botto la campagna del pomodoro 2015, con buone rese (in particolar modo nel piacentino) che si attestano in generale sopra i 700 quintali ad ettaro

Chiude con il botto la campagna del pomodoro 2015, con buone rese (in particolar modo nel piacentino) che si attestano in generale sopra i 700 quintali ad ettaro, brix nella norma, tra 4,8 e 4,9 ed un indice di prezzo medio che supera il 90% del contrattato. Tutti dunque abbastanza soddisfatti, produttori (come ci conferma Afro Morsia di Asipo) e trasformatori, come si evince dalla rapida carrellata condotta negli stabilimenti di trasformazione. Una campagna dunque, come ci conferma Dario Squeri di SterilTom : «Che ha fugato gli incerti esiti iniziali dovuti alle elevate temperature, per cui siamo soddisfatti sia per la qualità come per avere raggiunto l’obiettivo di trasformazione prefissato, 1.800.000 quintali». 

«Entro fine settimana, massimo entro il 30, chiuderanno tutte le fabbriche - chiarisce Morsia - con possibilità di un breve slittamento se durante la settimana (forse domani) avvenissero precipitazioni, ma ad oggi è stato conferito oltre il 90% del prodotto, coltivato su circa 10.000 ettari (i dati precisi non sono ancora disponibili ndr) nel piacentino. Buona qualità, prodotto sano ed esente da malattie fungine, benissimo la provincia di Piacenza, produzioni inferiori in altre, tanto che una parte di quello piacentino è stato poi trasformato in provincia di Parma».

Ad Emiliana Conserve Gianni Brusatassi ci conferma che i conferimenti sono ormai agli sgoccioli: manca solo il 7% e sarà raggiunto l’obiettivo di trasformare (tra lo stabilimento di San Polo e quello di Busseto) 4.500.000 quintali: «Siamo soddisfatti, non dovremmo superare la quota di 26 milioni e questo è di buon auspicio sia per l’attuale mercato, come per la campagna del prossimo anno. Insomma una campagna tutto sommato semplice, a parte l’inizio, finalmente!».

«Proseguiremo - spiega Paolo Montesissa presidente Copador di Collecchio dove, com’è noto, moltissimi soci conferenti sono piacentini - fino alla fine del mese per raggiungere l’obiettivo programmato di circa 2.700.000 quintali; siamo soddisfatti sia per la qualità, come per le rese; in fabbrica tutto procede bene, stiamo definendo gli ultimi contratti per un mercato per il momento stabile, ma con potenzialità di crescita che dipendono sia dalla qualità, come dalla disponibilità di prodotto».

Novità in Arp dove la campagna chiude in fine settimana: «Inizieremo subito - ci informa il direttore generale Stefano Spelta - con i fagioli borlotti e quest’anno per la prima volta lavoreremo a fresco anche i cannellini conferiti dai soci. Sono stati come sempre, in questa campagna, professionali, con buone rese produttive ed un pomodoro di buona qualità che ci consente di raggiungere l’obiettivo di lavorato di 2.200.00 quintali. In fabbrica tutto è filato liscio; quest’anno abbiamo impiegato oltre 300 stagionali, la maggior parte dei quali studenti universitari. Ed ora, dopo l’accordo con il Consorzio Casalasco, abbiamo allo studio specifici investimenti per implementare l’assetto produttivo per destagionalizzare la produzione».

Ultima, ma non meno importante, proprio perché è un fiore all’occhiello della trasformazione bio per tutta la regione, abbiamo sentito il proprietario di “Terre di San Giorgio” a Settima, Matteo Gazzola, che già in inizio di campagna era soddisfatto per la salubrità e la qualità dei pomodori, perché nella produzione bio, la massa verde riparava la bacca dal calore eccessivo: «Abbiamo chiuso lunedì 21 settembre e siamo già partiti a spron battuto con le rilavorazioni; dopo le passate passeremo ai sughi. Un prodotto eccellente! Sono molto soddisfatto, abbiamo raggiunto l’obiettivo dei 40.000 quintali trasformati (di cui solo il 10.000 conferiti da altre aziende biologiche, il resto viene direttamente dai campi di proprietà e quindi coltivati con metodo biodinamico) eliminando sprechi grazie anche ad alcuni adeguamenti per la fase di lavaggio del pomodoro. Le prospettive di mercato appaiono incoraggianti. Noi come sempre esportiamo soprattutto all’estero, i nostri prodotti sono ben apprezzati e conosciuti. Per ampliare la nostra clientela punteremo sempre sulle fiere di settore».

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