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Francesco Rastelli

Francesco Rastelli

Campagna dell'aglio 2015: qualità buona e mercato favorevole

Un aglio di qualità come non si riscontrava da anni e soprattutto, dopo due stagioni al ribasso, un mercato che si preannuncia favorevole. Questi i primi riscontri sulla campagna di raccolta dell'aglio bianco piacentino commentati dal presidente Copap. Cipolla: qualità più che discreta

Un aglio di qualità come non si riscontrava da anni e soprattutto, dopo due stagioni al ribasso, un mercato che si preannuncia favorevole. Questi i primi riscontri sulla campagna di raccolta dell’aglio bianco piacentino commentati dal presidente Copap (cooperativa produttori aglio di Monticelli) e di Fedagri Confcooperative Francesco Rastelli che evidenzia rese in linea con l’anno scorso, ovvero 7/8 q. alla pertica, per un totale di circa 50 ettari investiti dai soci della storica cooperativa della Bassa piacentina.

Copap è infatti un vero e proprio punto di riferimento per tutti i tipi di aglio in purezza coltivati in Italia e che, tuttavia, per perduranti intoppi burocratici, non è ancora riuscita ad ottenere la Denominazione di origine, “un traguardo- rassicura Rastelli- per il quale non smetteremo mai di lottare perché ci è dovuto per tutto ciò che i nostri soci hanno fatto in questi decenni, producendo in qualità contro mercati e concorrenza; non abbiamo mai mollato nella ricerca, combattendo contro elevati costi di coltivazione ed oggi finalmente anche parte della G.D.O ha riconosciuto le nostre quasi uniche peculiarità”.

La coltivazione dell’aglio è costosa; infatti necessita ancora di molta mano d’opera. Viene seminato con una agevolatrice meccanica, quindi, una volta raccolto, viene steso al sole sul terreno per una settimana perché se venisse legato subito, l’umidità causerebbe problemi di muffe; quindi viene posto su file e legato a mano; in azienda i produttori lo stendono di nuovo vicino ai teli fino alla raccolta definitiva e da qui viene conferito alla Copap per le differenti lavorazioni.

E’ insomma un prodotto quasi di nicchia, una vera e propria eccellenza di un delimitato e circoscritto territorio che finalmente sta gradatamente, anche grazie alle azioni di promozione che lo hanno contraddistinto, conquistando gli spazi di mercato che gli si addicono, come non avveniva da qualche anno.

Note estremamente positive anche per lo scalogno, altra produzione di eccellenza che è stato riscoperto grazie alle sue straordinarie duttilità culinarie anche dai grandi chef. Lo scorso anno calo di prezzo e produzione piuttosto elevata, mentre quest’anno le anche a causa del clima molto caldo, ha evidenziato un lieve calo produttivo, pezzature medie e prospettive di mercato sicuramente favorevoli, “come del resto appaiono in ripresa- spiega Rastelli- quelle della cipolla che ha più dell’aglio e dello scalogno risentito del caldo, con pezzature medie e la necessità, per i produttori, di difenderlo dai tripidi, piccoli insetti succhiatori che si sviluppano di più grazie proprio a questo clima, esattamente il contrario dello scorso anno contraddistinto da una elevata piovosità.

Così sono diminuiti gli ettari investiti, tra i 70 ed i 75 e, in considerazione della scarsità di prodotto, il mercato appare positivo, la constatazione- ricorda Rastelli- di quanto sia importante un’adeguata programmazione tra i nostri soci”. Insomma questa campagna si chiude finalmente con esiti favorevoli, grazie anche all’indiscussa professionalità dei produttori piacentini e della loro storica Cooperativa Copap, un esempio di eccellenza piacentina nell'agroalimentare specializzata nell’attività di lavorazione e commercializzazione dei prodotti freschi come aglio e cipolla. In un mercato reso sempre più difficile dalla concorrenza mondiale la Co.p.a.p. è riuscita a resistere e a consolidarsi puntando sulla genuinità e sulla tutela della qualità dei propri prodotti: questi produttori sono i veri difensori dell’aglio bianco piacentino, perché ne hanno saputo mantenere la purezza.

Per questo diventa indispensabile una tutela a marchio di un prodotto, come l’aglio bianco piacentino, nelle varietà Serena ed Ottolini, che non ha uguali al mondo per conservabilità ed aromi, prerogative che finalmente sembrano essere state riconosciute e che, proprio per questo, vanno difese da più scadenti imitazioni proprio per tutelare i diritti dei consumatori ed il valore aggiunto dovuto ai produttori di questi territori della “Bassa” piacentina.

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