Carni rosse: basta creare inutili allarmismi

Parmigiani: tutti gli eccessi sono sempre dannosi

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

La notizia della correlazione tra consistente assunzione di carni rosse e patologie cancerogene sta facendo il giro del globo. I rapporti monografici dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) – osserva Confagricoltura - si basano sull’identificazione degli agenti di rischio e non sulla valutazione del rischio. I risultati raggiunti (di cui peraltro ieri sono stati solo anticipati alcuni primi elementi), non devono quindi portare a conclusioni affrettate. Occorre attendere tutti i dettagli della complessa analisi e le sue indicazioni vanno comunque sottoposte dai governi e dalle agenzie sanitarie internazionali, a valutazioni del rischio. Tanto più che, come dichiarato dallo stesso direttore della AIRC, Christopher Wild, la carne rossa ha valore nutrizionale. Non è la prima volta che vengono pubblicati report che correlano lo sviluppo di patologie con il consumo eccessivo di determinati alimenti. “Migliorare l’alimentazione, arricchendola anche di carne, ci ha portato ad un’età media più elevata – commenta Giovanna Parmigiani, presidente della sezione di prodotto Carni Bovine e Suine di Confagricoltura Piacenza e presidente della Federazione Nazionale di Prodotto di Confagricoltura - lo studio pubblicato parla di consumi giornalieri, evitiamo assiomi semplificatori che possono indurre a stili alimentari a loro volta sbagliati, tutti gli eccessi sono sempre dannosi. Gli scarichi delle auto emettono polveri cancerogene, ma nessuno di noi rinuncia alla propria automobile. Depennare dalla dieta le carni rosse sarebbe come rinunciare ad uscire di giorno perché un’eccessiva esposizione al sole aumenta il fattore di rischio per i tumori”.

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